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2013

Juventus, Barzagli: «Scudetto in mano, Conte resta»

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ITALIA JUVENTUS BARZAGLI – Sono mesi che Andrea Barzagli non sbaglia partita: il difensore della Juventus e della Nazionale italiana è un’assoluta garanzia in difesa, come ha dimostrato anche contro gli attaccanti del Brasile in amichevole. Eppure non è stato tutto facile per lui, come ha spiegato ieri in conferenza stampa dal ritiro azzurro a Coverciano: «Tutto è cambiato in Germania, però prima facciamo un passo indietro e torniamo a Palermo, quando non davo sempre il massimo negli allenamenti. In Germania mi sono accorto che dovevo stare concentrato per 90′: il mio è un ruolo dove devi tenere alta l’attenzione per 90′, ci sono tanti difensori più forti di me, ma se commetti due o tre errori a partita poi li paghi. A Palermo facevo un allenamento al massimo e nell’altro mi gestivo e quell’allenamento “gestito” me lo ritrovavo negativamente in partita. Poi è arrivato il Wolfsburg, allenatore Felix Magath, con cui ho avuto molto da ridire, non ho mai pensato che fosse giusto il suo metodo di lavoro. Però mi ripeteva: “Se non dai il 100 per cento in allenamento poi in partita ne risenti”. E infatti me ne sono accorto: la squadra andava a 100 all’ora, ma io no. In Italia questa differenza non la vedi perché, come facevo io, anche altri gestivano certi allenamenti».

A proposito di Juventus, il difensore ha parlato di Conte, del futuro del tecnico bianconero e della sfida di Champions League contro il Bayern Monaco: «Nella carriera di un calciatore è fondamentale allenarsi al massimo per arrivare al top in partita. Sia Conte che Prandelli portano questa mentalità del lavoro e spero che i giovani lo capiscano, non ci si deve accontentare. Conte rimarrà alla Juve per scrivere pagine importanti e mi auguro di essere lì con lui. Paragone con Prandelli? Il senso che condividono è quello di far giocare bene la squadra, con palla a terra, la difesa alta e un’accentuata fase offensiva. Il concetto di calcio è lo stesso e questo facilita noi della Juve che in Nazionale non troviamo stravolgimenti. Se la Nazionale si è così trasformata il grande merito va al ct, è lui che fa le convocazioni, che ha riportato i giovani in squadra e lo spirito giusto in tutto l’ambiente. Scudetto? Il campionato non è chiuso, anche se la vittoria di Bologna è stata importante. Lo scudetto è nelle nostre mani, dipenderà da noi. Bayern Monaco? Non ci sottovaluterà, sarebbe da presuntuosi. Per me i tedeschi sono fra i favoriti per la vittoria della Champions, ma ai quarti può succedere di tutto». 

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