2009
Juventus, Secco: “Avevo in tasca Mascherano e Cassano”
L’ex d.s. della Juventus, Alessio Secco, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante un’intervista esclusiva con La Stampa, dove ha parlato della sua vita lontana dal club bianconero ed ha raccontato anche alcuni retroscena di mercato del passato: “Credevo di meritare almeno due righe di ringraziamento, dopo tredici anni di Juve: il club le ha dedicate a chi c’è stato molto meno. Una caduta di stile. Perchè sempre la colpa a me? C’è stata sfiducia e diffidenza nei miei confronti, fin dall’inizio, da parte di un po’ di tutti. Forse perchè ero giovane, o per invidia. Rifiutare? Per uno che vuol fare questo mestiere dire no alla Juve sarebbe stata una cosa folle. Io tagliateste di Deschamps? Figurarsi. Lo portai io da Cobolli e Blanc. Poi sorsero opinioni differenti durante la stagione, e per mia e sua inesperienza si arrivò alla rottura. Ma gli devo fare i complimenti: è stato uno dei pochi a dire che aveva sbagliato. A lasciare la Juve. Di Ranieri? Altra frottola. Anzi, a Ranieri va il merito di due campionati andati oltre le previsioni. Poi su certi argomenti non ci fu totale condivisione, ma nel calcio ci staÃ?». I giocatori che avevo in tasca? Mascherano, nel gennaio 2007, l’avevo preso: sarebbe venuto in prestito, anche in B. Mi dissero che non si poteva, perchè la proprietà del cartellino era un intreccio tra persone e società , e la Juve ha un codice etico. Lui si mise a piangere. Il Liverpool lo fece, poco tempo dopo. Altri ad un passo? Van der Vaart, nell’estate 2009. E Cassano, tre e due anni fa, l’avevamo in mano. Ma c’erano perplessità da parte di qualcuno: invece sapevo che Antonio non era più un enfant terrible. I 25 milioni per Felipe Melo? Quasi ce li chiesero per D’Agostino, ora venduto a 12, la nostra valutazione. Su Felipe fu deciso di fare uno sforzo importante. Preso Giampaolo e non Ferrara? Diciamo che ero abbastanza vicino, a Giampaolo. Chi avrei preso ora? Capello. L’unico che pure l’anno scorso avrebbe potuto fare meglio. Ma non sarebbe venuto, sta troppo bene a Londra”.