Gattuso toglie Kalinic, il Milan ringrazia: al croato manca la fiducia

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Nikola Kalinic soffre, André Silva e Patrick Cutrone segnano e godono: la scelta di Gattuso fa solo bene al Milan

Il Milan può gioire, l’attacco è esploso. Come gli chef moderni, Gennaro Gattuso ha lavorato per sottrazione: ha tolto un attaccante e ha fatto brillare gli altri due. L’esclusione di Nikola Kalinic potrebbe avere effetti positivi sul Milan attuale, anche se poi bisognerebbe aprire un altro discorso sul futuro del croato. Lasciamo da parte il calciomercato e concentriamoci sul Milan delle prossime settimane. A livello tattico, Gattuso è riuscito nell’all-in che avevano provato sia Allegri sia Inzaghi prima di lui. In campo tutti gli uomini di qualità e offensivi a disposizione, ma a differenza di Juventus e Lazio il Milan lo ha fatto in situazione di svantaggio. La squadra non si è sbilanciata e ha tenuto bene il campo, un buon segnale per il futuro. Un brutto segnale per Kalinic, che con Silva e Cutrone così in forma rischia di vedere il campo solo nelle partitelle di allenamento (e lì deve iniziare a impegnarsi, tra l’altro).

Kalinic e la fiducia: il Milan riparte

Kalinic non sembra avere le caratteristiche di Cutrone o di Silva, ma soprattutto non ha l’abnegazione che Gattuso richiede ai centravanti in questo momento. In Milan-Chievo Cutrone ha giocato da tarantolato: esultanza a parte, ha rincorso Radovanovic in ogni zona del campo e, nel 3-4-3 del secondo tempo, era lui a andare a chiudere le ripartenze del Chievo. Silva invece è più principesco, ha qualità che Kalinic probabilmente non ha mai avuto. Il portoghese ha sviluppato anche un discreto fiuto del gol e può essere la carta in più nel finale di stagione. Ciò che boccia Kalinic e premia Cutrone e Silva è però la fiducia. Tanta ne hanno i due giovanissimi attaccanti, quanta poca ne ha l’ex della Fiorentina. Vivono in due mondi paralleli e lo scossone di Gattuso potrebbe aver aumentato la spaccatura. Il Milan, intanto, gode.