La disperazione di Karius: «Vorrei tornare indietro nel tempo»

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Critiche, prese in giro e sberleffi: il giorno dopo è ancora peggio per Karius, il portiere del Liverpool che con le sue papere ha consegnato la Champions al Real

Oggi è peggio di ieri. Non passa la sensazione d’imbarazza. La vergogna nemmeno, men che mai la delusione. Ieri Karius ha commesso due errori clamorosi che hanno consegnato, di fatto, la Champions al Real Madrid. 24 ore dopo il disastro, il portiere tedesco torna a parlare: «Mi dispiace per tutte le persone del club. I miei errori costano tantissimo. Ho rovinato la partita, ho deluso la mia squadra. È molto dura ma la vita da portiere è questa. Devo rialzare la testa. Se potessi tornare indietro nel tempo lo farei». Il nastro però non si può riavvolgere. Se si potesse, sarebbe solo per rivedere il filmato dei suoi errori che, è inevitabile, resteranno eterni.

A commentare la serataccia, per ZDF, c’era Oliver Kahn. Leggenda del calcio tedesco, l’ex portiere di Bayern e nazionale nel 2002 venne premiato come miglior giocatore dei mondiali prima ancora di giocare la finale col Brasile. La gara, tesa ed equilibrata, venne decisa però proprio da un suo errore: Kahn non riuscì a trattenere un tiro da fuori di Rivaldo e servì, di fatto, a Ronaldo il pallone dell’1-0. Per questo oggi Kahn sa bene cosa prova Karius e prova a consolarlo a suo modo: «Non ho parole. Non mi ricordo di aver visto errori più evidenti e brutali. Può capitare, in finale però è drammatico. Togliersi una serata così dalla testa non è facile, può distruggere tutta una carriera. Se giocherà bene non interesserà a nessuno e lo dovrà accettare. Il problema è che ci sono persone talmente cretine che gli ricorderanno sempre la serata di ieri. Quello che ha provato al termine della partita non è nulla in confronto a quello che proverà oggi e tutte le volte che ci ripenserà».