Serie B a 19 squadre: Catania ed Entella già sul piede di guerra

© foto Lega B

La Lega di Serie B segue la linea dura e stabilisce che il campionato sarà a 19 squadre, bloccando i ripescaggi. Inoltre, in un comunicato ufficiale, fa sapere che i calendari del campionato saranno resi noti a Milano, nella sede di via Rosellini, lunedì alle ore 19. Le “non ripescate” sono già sul piede di guerra. Si rischia il blocco del campionato.

Tutt’altro che risolta la situazione per il campionato di Serie B, ancorchè la Lega B abbia preso la sua decisione: nessun ripescaggio e campionato a 19 squadre. La scelta è stata confermata da un esplicito comunicato della Lega di Serie B che rende noto come i calendari del campionato saranno resi noti a Milano, nella sede di via Rosellini, lunedì prossimo alle ore 19 con l’organico “previsto” a 19 squadre.

GUERRA APERTA – La Lega B, inoltre, nel medesimo comunicato, mette le mani avanti specificando come la stessa si riservi ogni azione, in ogni sede, nei confronti di tutti coloro che si sono resi e si renderanno responsabili di condotte e comportamenti e azioni antigiuridiche, illegittime e pregiudizievoli nei confronti della Lega.

UN FULMINE A CIEL SERENO – La “bomba” è esplosa ieri, quando si è sparsa la voce che il campionato di Serie B potesse ripartire con un format diverso nonostante le Norme Organizzative Interne della FIGC, art. 50 comma 2, specificasse in modo chiaro come “La delibera con la quale viene modificato l’ordinamento dei Campionati entra in vigore a partire dalla seconda stagione successiva a quella della sua adozione e non può subire a sua volta modifiche se non dopo che sia entrata in vigore”. Alla luce di questa notizia anticipata dal Collega della Gazzetta dello Sport, Nicola Binda, le squadre di Novara, Catania e Robur Siena, prime in graduatoria per l’acquisizione del posto lasciato libero dalle escluse Avellino, Bari e Cesena, sarebbero rimaste in B, a causa del blocco dei ripescaggi, ancorchè i club avessero regolarmente provveduto ad adempiere le esose richieste della FIGC per avere diritto al ripescaggio in cadetteria.

UN BRACCIO DI FERRO ASSURDO – La decisione, ormai avallata clamorosamente dalla FIGC dopo che il Commissario Straordinario, Roberto Fabbricini, il 3 agosto, aveva espresso l’inammissibilità con un comunicato stampa facente riferimento proprio alle disposizioni federali che non consentono il mutamento del format del campionato dalla corrente stagione sportiva. Sempre in quell’occasione, la FIGC ha ribadiva alla Lega B di trasmettere le certificazioni di sua competenza, necessarie ad esaminare le domande per l’integrazione dell’organico a 22 squadre.

RABBIA ETNEA – Le reazioni non si sono fatte attendere. L’Amministratore Delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, intervento a Roma in una conferenza stampa sul tema dei ripescaggi, ha evidenziato il diritto del club etneo in tal senso: «Era una conferenza dovuta, da parte delle società interessate alla riammissione, per far sentire la nostra voce alla luce di quel che si paventa: la richiesta delle società di B di disputare, unico caso nella storia, un campionato a 19 senza provvedere ai ripescaggi, agendo in barba alle normative, con un atteggiamento basato sul niente ma che tocca il diritto, e sottolineo il diritto (a differenza di quel che dicono i club che parlano di opportunità), che nasce dalle regole e che nessuno si può permettere di disattendere. Il format del campionato può essere cambiato soltanto dal Consiglio Federale e con un anno di preavviso, quello che si sta perpetrando è un golpe: non conosco le motivazioni, posso intuirle ma si lede un nostro diritto. Venerdì 3 agosto, il Commissario Fabbricini ha sostenuto con forza, con un comunicato ufficiale, che la Serie B sarà a 22 squadre, per cui è difficile immaginare un dietrofront: d’altra parte quando è nata l’esigenza si è fatto ricorso alla normativa e la FIGC, con solerzia, ha obbligato circa un mese addietro le società interessate al ripescaggio ad iscriversi in B, sborsando 1.900.000 euro (1,2 milioni per fideiussioni bancarie e 700.000 a fondo perduto con assegni circolari cash ed esborsi notevolissimi). Contestualmente, le stesse società hanno dovuto ottemperare agli obblighi fissati dalla Lega Pro per la Serie C: il Catania ha prodotto fideiussioni per 3,5 milioni di euro, non “noccioline”. Riterremmo responsabile la Federazione ed in prima persona il Commissario Fabbricini, che sarebbe delegittimato: come si fa a cambiare idea in una settimana? C’è qualcosa, è lo specchio dell’organizzazione precaria del nostro calcio».

FURIA DA CHIAVARI – Prende posizione anche la Virtus Entella con un comunicato stampa perentorio, dopo che la formazione ligure è retrocessa sul campo ai Play Out, chiedendo con forza il ripescaggio: «La non decisione della Corte Federale d’Appello di ieri rappresenta l’ennesima beffa di questa estate costellata di sentenze farsesche, emanate dagli organi della giustizia sportiva. Il campionato di serie B 2017/2018 è stato gravemente inquinato e falsato da vari episodi: utilizzo di denaro di provenienza illecita e consistenti pagamenti in nero da parte del Foggia, bilanci clamorosamente falsificati con plusvalenze inesistenti da parte del Cesena, senza i quali lo stesso Cesena non si sarebbe potuto iscrivere al campionato, campagna acquisti milionaria da parte del Bari, società poi fallita con ingenti debiti risultanti da quella campagna, e altro ancora. L’Entella, prima tra le società retrocesse sul campo, ha cercato in tutti i modi di richiamare l’attenzione su queste distorsioni, chiedendo giustizia con il ripristino di una classifica veritiera e non falsata dalle gravi violazioni già ricordate. Purtroppo la tutela delle società corrette e oneste contro quelle scorrette e truffaldine non sembra essere stata al centro dell’attenzione né degli organi di controllo federale, né delle corti della giustizia sportiva né di Figc e Coni che certo non devono entrare nel merito di singoli casi, ma devono esprimere un chiaro indirizzo a favore dell’onestà, della lealtà, della trasparenza delle gestione dei club calcistici. Ciò non è avvenuto. Un forte richiamo a rigore e onestà insieme ad una seria riforma della giustizia sportiva deve costituire oggetto di un chiaro impegno da parte di tutte le componenti per ogni ipotesi di governance futura del calcio italiano. La decisione che riguarda l’Entella e la sua possibilità di rimanere in serie B slitta al 12 settembre a campionati già iniziati. Senza neanche sapere se abbiamo ragione o torto siamo condannati a disputare il campionato di serie C con un enorme danno economico. Questo noi non lo accettiamo e per questo chiediamo nuovamente al Commissario della Figc il blocco dell’inizio dei campionati o in subordine di non far giocare l’Entella fino a quando non verrà assunta la decisione definitiva da parte degli organi della giustizia sportiva. Il mondo del calcio è alla deriva, tra regole cambiate all’improvviso e ricorsi a pioggia il caos è assoluto. Non ci stiamo ad essere gli unici a pagare dazio. Faremo ogni cosa possibile per tutelare gli interessi dell’Entella e del calcio pulito. Questa sarà la nostra battaglia del futuro, sperando di non rimanere soli».

NON E’ FINITA QUI – Dopo Catania e Virtus Entella, si attendono le prese di posizione di Novara, Robur Siena, Ternana e Pro Vercelli. Ma a rendere tutto più assurdo è la decisione presa dal Coni di sospendere l’efficacia esecutiva della sentenza Caf a favore del Novara (riammissione nelle graduatorie per le squadre che avessero subito penalità per inadempienze ammininistrative) e la fissazione dell’udienza al 7 settembre, cioè quando presumibilmente la stagione sarà già partita. Si attende una calda estate a colpi di ricorsi e carta bollata.