La Procura di Napoli apre un fascicolo sui 36 scudetti della Juventus

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Secondo la Procura l’esposizione di un numero di titoli vinti diverso rispetto a quelli riconosciuti sarebbe illegale e ricondurrebbe a una serie di reati

Gli scudetti della Juventus, in Italia, è da sempre argomento di discussione. C’è chi non accetta che i bianconeri si auto-assegnino i due scudetti revocati dalla Lega e chi invece sente suoi tutti gli scudetti conquistati sul campo. 36 contro 34. La Procura di Napoli, però, aggiunge un ulteriore capitolo a questa ormai monotona storia. Scrive l’avvocato Angelo Pisani: «Pubblicare lo scudetto con la scritta 36 sul sito internet e all’ingresso dell’Allianz Stadium rappresenta “una fattispecie di pubblicità ingannevole e violazione delle norme di diritto” da parte di una società come la Juventus che è anche quotata in Borsa».

L’avvocato ha inviato una diffida alla Figc e alla Procura federale oltre che, per conoscenza, a Consob, Antitrust, Ministero dello sport, Coni, Uefa e Fifa. La diffida è diventata un fascicolo conoscitivo aperto dalla Procura di Napoli e assegnato al pubblico ministero Danilo De Simone, componente del pool che si occupa dei cosiddetti «reati da stadio». L’avvocato prosegue: «incurante della condanna subita e in violazione dei fondamentali principi di trasparenza, buona fede e correttezza», la Juventus pubblica lo scudetto con 36 titoli anche quest’anno «così come gli anni scorsi in cui si è perpetrata una illegittima condotta di non curanza dei provvedimenti di giustizia sportiva e di palese pubblicità ingannevole. Ogni comunicazione, immagine e propaganda come quella sul sito internet e all’ingresso dello stadio di n. 36 scudetti – spiega Pisanirappresenta anche una fattispecie di pubblicità ingannevole e violazione delle norme di diritto, oltre che essere pessimo esempio di elusione ed arroganza in violazione dei valori sportivi e dei principi di lealtà, etica, correttezza».