2013
La squadra di calcio più importante del mondo. Così disse la Roma
Italo Zanzi, amministratore delegato dell’A.S. Roma, nell’annunciare la tanto attesa partnership con l’azienda d’abbigliamento sportivo Nike: “AS Roma è impegnata a diventare la squadra di calcio più importante del mondo, dentro e fuori dal campo, e questo è un passo fondamentale verso questo obiettivo. La dedizione che Nike ha verso l’eccellenza nel calcio e la costruzione di un brand globale sono perfettamente in linea con i nostri obiettivi. Siamo molto emozionati per questo nostro futuro insieme”.
I TERMINI DELL’ACCORDO – Nike e Roma si legano contrattualmente per dieci anni con la nota azienda che diventa sponsor tecnico ed unica fornitrice di materiale sportivo per la squadra capitolina, con un accordo che prevede la copertura totale dalla prima squadra ad ogni livello delle giovanili fino a prodotti di vario genere per i tifosi: legame che si concretizzerà dalla stagione 2014-2015, con un anno ponte in cui si opterà con ogni probabilità per un brand di secondo rilievo. La strada è indicata dalle dichiarazioni da Bert Hoyt, General Manager di Nike Western Europe: “Squadra e città conosciute in tutto il mondo, siamo impazienti di iniziare a lavorare”. Fanno eco le parole Christoph Winterling, direttore commerciale dell’A.S. Roma, che intravede nella nuova partnership una reale possibilità di costruire un brand a livello mondiale che vada a consolidare il nome del club in Paesi finora di difficile penetrazione.
LA RISPOSTA DELLA PIAZZA – Il tifo giallorosso non ha ad oggi visto concretizzarsi le altissime aspettative riposte nell’avvento della proprietà americana. Che, ad onor del vero, ha sempre dichiarato di non essere interessata ad immediate vittorie prive di reali fondamenta ma piuttosto alla costruzione di un progetto tecnico fondato su giovani di valore assoluto che avrebbe dato giocoforza qualche delusione iniziale in nome dell’affermazione futura. Scelti due dirigenti italiani di calibro quali Franco Baldini e Walter Sabatini nelle vesti di direttore generale e sportivo, il progetto giallorosso è nato sotto la spinta di tanti acquisti in chiave futura ma non ha risposto alle necessità del campo: il settimo posto della scorsa stagione – con la Roma fuori dall’Europa – ha incrinato il rapporto fiduciario tra piazza e nuovo corso italo-americano e nell’attuale annata le circostanze non hanno finora sorriso. Il timore manifestato dalla platea giallorossa è quello di assistere all’operato di una società che sembra muoversi ambiziosamente sul campo commerciale e progettuale – vedi anche la costruzione futura di uno stadio di proprietà già in agenda – ma che poi non trovi le risposte adeguate per competere sul piano esclusivamente sportivo nazionale.
UN POSSIBILE SCENARIO – Guardando a qualità, talento e carta d’identità della rosa è legittimo pensare ad una possibile affermazione nell’immediato futuro: la prossima campagna acquisti può compensare le lacune lasciate nella scorsa estate – vedi nel pacchetto difensivo – anche alla luce della circostanza per cui la Roma gode di una proprietà solida e non ha bisogno di vendere i suoi interpreti migliori. La dirigenza sa di non poter più sbagliare un colpo e di dover consegnare alla piazza una Roma protagonista e favorita, pena un definitivo allontanamento che sarebbe giocoforza richiesto a gran voce. A questa annata è richiesta la necessità di mettere piede in Europa, sia per il piano squisitamente calcistico che sotto il profilo commerciale per poi lanciare – nel 2014 – con ulteriore forza il legame con la Nike e presentarsi al palcoscenico internazionale come una realtà credibile. C’è tempo per diventare la squadra più importante del mondo: per ora si riparta dalla credibilità.