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Lazio, la rivoluzione tattica di Sarri e l’esplosione di Taylor: tutti i segreti della rinascita biancoceleste
Lazio, quali sono i segreti della rinascita biancoceleste? La rivoluzione tattica di Sarri e l’esplosione di Taylor: ecco l’analisi completa
La Lazio cambia pelle per superare l’emergenza. Secondo l’analisi del Corriere dello Sport, Maurizio Sarri ha temporaneamente accantonato il suo credo tattico fatto di possesso e pressing alto per trasformare i biancocelesti in una squadra pragmatica, compatta e letale in contropiede. Una metamorfosi che ha portato in dote tre vittorie consecutive e ha svelato al grande pubblico il talento cristallino di Kenneth Taylor.
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Da “sarrismo” a pragmatismo: la nuova identità biancoceleste
Per fronteggiare infortuni e squalifiche, il tecnico toscano si è adattato alle caratteristiche dei giocatori a disposizione. La nuova Lazio è una squadra sorniona, che difende con un blocco basso e due linee strette, pronta a colpire con ripartenze fulminee. Una formazione da «strappo», come definita dallo stesso allenatore.
Fondamentale è stata l’intuizione di reinventare Patric come regista davanti alla difesa, un guastatore di gioco alla Lucas Leiva, per sopperire alle contemporanee assenze di Cataldi e Rovella. La svolta mentale è arrivata dopo il ko di Torino, quando Sarri ha strigliato il gruppo: «Mai più così in basso». Un cambio di marcia confermato dal vice Ianni: «In questo momento la squadra è più ordinata e questo ci consente di rimanere in partita anche nei momenti di difficoltà. Abbiamo ritrovato questo ordine attraverso le prestazioni e soprattutto dopo la chiusura del mercato». L’obiettivo ora è la Coppa Italia e il miglior piazzamento possibile in Serie A.
Kenneth Taylor, il nuovo trascinatore del centrocampo
Il volto della rinascita laziale è senza dubbio Kenneth Taylor. Finiti i tempi d’oro di Sergej Milinkovic-Savic e Luis Alberto, l’olandese ha preso in mano le redini del centrocampo. Dal suo esordio a gennaio, è diventato il miglior marcatore della squadra e primeggia in quasi tutte le statistiche: occasioni create, passaggi riusciti e contrasti vinti.
Il suo inserimento tattico è stato rapido ma intenso. Come rivelato dallo stesso giocatore, l’impatto con il calcio italiano è stato duro: «Nei primi giorni la testa mi scoppiava». Poi ha assimilato le complesse richieste difensive del mister: «Lasciare l’avversario al compagno molto più velocemente e concentrarmi sulla posizione della palla e della linea difensiva». Oggi, il nuovo idolo della tifoseria è il perno imprescindibile su cui costruire il futuro del club.