Serie A, si vuole evitare il commissariamento della Figc

tavecchio malagò
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I presidente di Serie A vogliono esser protagonisti ed evitare l’interregno da parte del Coni: i dettagli

Tutti contro il mondo: la Serie A non ci sta e si chiude al mondo esterno. L’intenzione è quella di difendersi ed evitare il commissariamento della Figc da parte del Coni: molto passa dal rinnovamento delle cariche elettive, un processo fermo da tempo e che avrà tempo fino all’11 dicembre per aver luogo. Lunedì ci sarà il primo round in assemblea: non ci sarà nessuna fumata bianca, ma il fronte delle riformiste – 10 squadre, in cui ci sono tutte le big tranne il Milan – deve cercare di arrivare al quorum di 14 voti e quindi dovrà cercare di convincere le indecise (Atalanta, Benevento, Spal). Il tutto mentre Claudio Lotito si avvale di un piccolo blocco di cinque squadre.

CORSA CONTRO IL TEMPO – Per le cariche di presidente e a.d., si sta lavorando: per il primo c’è la convergenza su un profilo che sia in netta discontinuità con il calcio italiano, tagliando così fuori il n°1 della Lega Pro Gabriele Gravina. Non si vuole accettare il candidato proposto da Claudio Lotito, l’ex vice-comandante della GdF, Ugo Marchetti. Sull’a.d., secondo quanto riportato da “La Gazzetta dello Sport”, la scelta dovrebbe ricadere su Sami Kahale, presidente di Procter & Gamble per l’Europa del Sud, in uscita dalla società. Non va ancora scartato il nome di Luigi De Siervo, a.d. di Infront Italia.

CARICHE E IDEE – Con presidente e a.d., si potrebbe individuare anche il consiglio federale (Beppe Marotta in pole position) e i consiglieri di Lega. Il fronte “riformista” ha il timore di vedersi sfilato il pallone dal Coni, il cui presidente Malagò però non potrà essere il commissario della Figc. In Lega di A s’invoca il modello Premier League, dove la lega del massimo campionato inglese è scissa dalla Football Association. Un’arma negoziabile, ma credibile: se ne sta parlando e sarebbe una rivoluzione.