2013
Leonardo e Conte: quando troppa tv (ci) fa male
L’utilizzo mediaticamente sconsiderato del mezzo televisivo, negli ultimi anni, ha finito per rovinarci l’esistenza. Non sono solo io a pensarlo, ma generazioni di sociologici che, con grandissimo coraggio, da tempo condannano l’uso della tv.
L’ho sentito l’altro giorno, alla tv.
Ma voi, per un solo istante, provate a pensare a quanto sarebbe evoluta la nostra nazione senza una generazione di psico-degenerati cresciuti a pane e Maria de Filippi. Ragazzini che se gli parli della riforma dell’Impero Romano di Costantino ti rispondono: « Minchia cioè zio, ma veramente il Costa dopo aver lasciato Lele Mora ha fatto tutto questo? », convinti che la Regina Elisabetta sia una nuova opinionista di “Uomini&Donne”, sezione terza età, solo perchè seduta su un trono, e se gli rispondi che non è così sono in grado anche di controbattere: « Cioè zio, minchia l’avevo capito dal fatto che vicino a lei non c’erano la grande Tina Cipollari ed il mitico Gianni », adolescenti che vanno in giro conciati con la stessa sobrietà di Snoop Dogg ad un convegno del Rotary Club.
Lo psico-dramma mediatico vero è proprio, nel mondo del calcio, si è consumato in questi giorni. Pensavamo di averle viste tutte, ma Leonardo in versione “Kiss me Licia” e Conte in versione bimbominkia che manda un bacio alla telecamera come il cantante neo-melodico Gigione farebbe alla festa della bruschetta di Casaprota, è troppo.
Venerdì, a margine dei sorteggi dei quarti di Champions League avvenuti a Nyon, Leonardo, il direttore generale del Paris Saint-Germain, lo sapete, ha chiesto alla giornalista Sky Anna Billò di sposarlo. Poteva farlo in un romantico ristorante sulla Tour Eiffel a Parigi, la città più romantica del mondo, dopo una cena a base di aragoste e Dom Perignon. Poteva farlo a casa sua dopo aver adempiuto ai propri doveri pseudo-coniugali. Poteva farlo al telefono o su Whatsapp, con un semplice messaggino: « Ciao, cm va? Tt bn? Ftt la cacca? Mi vuoi sposare? » . E invece no, l’ha fatto in tv.
Il perchè non lo conosciamo, o forse sì: anche lui s’è visto troppo “C’è posta per te” ed è rimasto fulminato. Quello che sappiamo però è che, a noi comuni mortali che guardiamo i sorteggi semplicemente per sapere contro chi giocherà questa o quella squadra ai quarti, provando a sperare che nella meno peggiore delle ipotesi il tutto finisca con qualche commento post-sorteggio di circostanza, di Leonardo che vuole copulare non ce ne può fregare di meno. E non è che non siamo romantici, siamo cinici o troppo fissati con il calcio, per ignorare quello che c’è attorno: semplicemente di Leonardo che vuole sposarsi con una giornalista non ce ne frega davvero nulla.
Che poi mi metto nei panni di quella poveretta della Billò (si fa per finta, è tutto un giuoco), ma come c’è rimasta? E che doveva rispondere? Dici di sì, passi per quella che aveva preparato tutto per fare il picco di audience, esiti e passi per una debosciata, rispondi di no e ti trovi sotto casa più contestatori di Gheddafi l’ultimo giorno di vita: perché le ragazzine italiane venute su nel mito di Justin Bieber e degli One Direction, possono anche sopportare che Monti tassi loro la prima, la seconda, la terza e la dodicesima casa, ma le spezzacuori no. Quelle non le perdonano.
Alla fine è andata come è andata, costretta a dire di sì la Billò dei sorteggi di Champions non ha più parlato. S’è trovata in studio con Costacurta che rideva come dopo aver vinto l’Intercontinentale, che fossi stato io gl’avrei detto: « Cacchio ridi Billy? Hai fumato? Torna dalla Colombari che sei ubriaco ».
Il degenero mediatico ha avuto come drammatico risvolto, infine, sabato sera, lo “sconsiderato” gesto di Conte: lui voleva fare una dedica ai tifosi e mandare un bacio alla figlia, s’è trovato in prima pagina come Michele Misseri dopo l’omicidio di Avetrana. E sì che l’accento pugliese è quello, ci mancava solo che il tecnico della Juventus dicesse « Non ho stato io » ed era tutto tremendamente perfetto. Invece Conte non s’è discolpato, anzi, ha preso in mano la situazione e ha detto che in Italia non puoi vincere niente che subito ti tirano le pietre. Persino Materazzi l’ha difeso, uno di quelli che della pacatezza e normalità di comportamento potrebbe scrivere un libro a sei mani con Marta Marzotto ed il mostro di Firenze. Mancavano solo i pareri di Gerry Scotti e Rudy Zerbi ed avevamo un quadro più completo della situazione: “Campioni d’Italia’s got talent”.
Comincio a nutrire il serio sospetto che, a noi italiani calcisticamente disadattati, la televisione c’abbia fatto davvero troppo male. Fortunatamente c’è chi, come il sottoscritto, non è stato per nulla colpito da questo virus ed ha perfettamente il controllo della situazione. Solo una proposta però ce l’avrei: Zamparini, ma il prossimo allenatore del Palermo perchè non ce lo fai scegliere col televoto? Te, li mandi in nominations, e noi decidiamo. Non va bene niente, ma è tutto ok.