Luis Alberto, il sogno è (quasi) completo

Luis Alberto
© foto www.imagephotoagency.it

Luis Alberto, protagonista con la Lazio e pronto all’esordio con la Spagna. Lopetegui lo incensa: «È tra i primi tre giocatori in A»

Tutto all’improvviso. Come in un sogno. Luis Alberto fa fatica a crederci. E invece è tutto vero. Lui che appena pochi mesi fa era ancora un oggetto misterioso, un giocatore talmente poco considerato da pensare al ritiro, ora è diventato un punto fermo della Lazio, uno dei migliori giocatori del campionato italiano, addirittura uno dei primi tre della Serie A secondo il suo c.t. Lopetegui. Che lo ha finalmente convocato e domani lo farà debuttare in nazionale.

ERA ORA – Un sogno che diventerà realtà tra ventiquattr’ore. A Malaga, dove la Spagna affronterà in amichevole il Costarica. E pure la «location» sembra fatta apposta per rendere l’evento fiabesco. Luis Alberto è infatti andaluso (è nato a San Jose del Valle, nei pressi di Jerez de la Frontera) e la circostanza che il tanto agognato esordio con la Roja avvenga nella sua terra dà un ulteriore tocco di magia a questo momento così felice. Un punto di arrivo che, tuttavia, nelle intenzioni del laziale, è un punto di partenza. Il vero obiettivo è il Mondiale della prossima estate in Russia. Un traguardo assolutamente possibile a sentire Lopetegui: «Ha caratteristiche perfette per il nostro modo di giocare. Ha moltissima qualità nel passaggio e nel tiro. Ed è tremendamente lineare ed efficace sulla trequarti. Oggi è certamente dei tre giocatori più forti della Serie A».

LA RINASCITA – Lopetegui forse esagera, ma sicuramente Luis Alberto è uno dei grandi segreti della Lazio di Inzaghi. Non sarà tra i primi tre giocatori della Serie A, ma è comunque nei primi posti. E se tutto ciò è stato possibile il merito è di chi ha continuato a credere in lui anche contro l’evidenza: Igli Tare e Simone Inzaghi. Il d.s., che lo portò a Roma nell’estate del 2016, pagandolo 5 milioni al Liverpool (ora vale molto di più) lo ha sempre difeso ed è sempre stato convinto che sarebbe esploso. Un altro dirigente lo avrebbe lasciato andar via. Una metamorfosi resa possibile dal lavoro (mentale soprattutto) fatto da Inzaghi nei suoi confronti. Anche il tecnico ha sempre creduto in lui. C’è un episodio che lo testimonia più di tante parole. Nella scorsa stagione, sull’aereo che riportava la Lazio a Roma dalla trasferta di Cagliari, alcuni tifosi parlando col tecnico gli chiesero come mai continuasse a concedere chance allo spagnolo. Lui li fulminò così: «Ha un talento unico, ve ne accorgerete». All’inizio di questa stagione Inzaghi poteva dichiarare: «In questo momento nella Lazio giocano Luis Alberto e altri dieci».

IL DERBY – Sarà così anche nel derby del 18 novembre, una sfida che, nonostante si accinga a vivere uno dei momenti più esaltanti della sua carriera, Luis Alberto non vede l’ora di giocare, come riportato da “La Gazzetta dello Sport”: «Quando arrivi a Roma, è la prima cosa di cui ti parlano tutti i tifosi. Non ha importanza niente altro, l’unica cosa che conta è vincere il derby». Sarà la sua prima stracittadina, l’anno scorso i quattro derby giocati tra campionato e Coppa Italia li ha vissuti dalla tribuna o al massimo dalla panchina. Un altro debutto, quindi, non meno emozionante di quello con la Spagna. Tutto all’improvviso. Come in un sogno.