2013
Montreal Impact, Di Vaio: «Bologna? Ci tornerei da dirigente»
MONTREAL IMPACT DI VAIO – In testa alla classifica dell’Est con il Montreal Impact, Marco Di Vaio si è adattato alla sua nuova vita, ma non ha abbandonato la passione per il calcio italiano. L’ex attaccante del Bologna, intervistato dalla rubrica de La Gazzetta dello Sport, ExtraTime, ha esordito parlando del lavoro svolto con Pisanu, Ferrari e Nesta: «Conosciamo meglio il campionato e abbiamo aggiunto qualità sugli esterni: Pisanu e l’argentino Romero. Modulo: 4-1-4-1 e tanto contropiede. In Italia, come noi gioca solo la Lazio di Petkovic. Obiettivo scudetto? Diciamo i playoff. Poi si vedrà. Classifica cannonieri? A 36 anni è dura. Poi se contro New York mi capitano 4 palle gol e ne faccio solo uno, mica vado tanto lontano. Chi consiglio? Terrei d’occhio Graham Zusi di Kansas e della nazionale Usa. Gran bel centrocampista: pronto per l’Italia o l’Europa».
Di Vaio è poi partito con l’analisi del campionato italiano: «Seguo le solite polemiche, ma quelle non mi mancano. È un torneo un po’ troppo scontato, con la Juve che vince. Più divertente la lotta per la Champions. Mi piace la Fiorentina: un girone d’andata stupendo. Attaccante più forte? Totti. Non sto scherzando. Mi sarebbe piaciuto tanto giocare con lui: avrei segnato molto di più. È successo 2 volte in azzurro e ho fatto rete in entrambe. Juventus in Champions? Non è mica finita. I tedeschi hanno disputato una grande gara. Ma la Juve non ha fatto la Juve. Sono convinto che se in casa torna a essere se stessa con un pizzico di fortuna può veramente ribaltare il risultato. Balotelli? Aveva bisogno del Milan e il Milan di lui, dopo aver perso riferimenti come Ibrahimovic e Thiago Silva. Si sono trovati. E ora ne trae vantaggi anche l’Italia».
A proposito di Italia, il centravanti ha parlato della rinascita della Nazionale dalle ceneri del Mondiale in Sudafrica e della riscoperta di giovani interessanti: «Ci voleva uno come Prandelli, che gestisce la squadra come fosse un allenatore di club. Giovani in risalto grazie alla crisi economica? Sicuramente situazioni così costringono molti dirigenti a ingegnarsi. E si aprono più possibilità per tanti ragazzi. Mi viene subito in mente De Sciglio. Bravo, ma dieci anni fa per arrivare a questi livelli avrebbe dovuto percorrere strade molto più dure. Vale anche per El Shaarawy. Prima non era ipotizzabile arrivare al Milan dopo appena un anno di serie B».
Infine, Di Vaio ha parlato del suo futuro: «Ho il contratto fino a dicembre. Vediamo in che condizioni fisiche ci arrivo. Come allenatore per ora non mi ci vedo. Mi piacerebbe più un ruolo societario, magari a Bologna».