2013
Napoli, De Laurentiis: «Progetto anche senza Cavani e Mazzarri»
CALCIOMERCATO NAPOLI DE LAURENTIIS – Torna il sorriso a Napoli dopo la vittoria sull’Atalanta e la rinascita di Edinson Cavani, tornato a bucare la rete avversaria con una bella doppietta. Aurelio De Laurentiis non si lascia travolgere da facili entusiasmi e analizza la situazione in casa azzurra con la solita razionalità: «Non esageriamo. Abbiamo vinto, ma prima non eravamo depressi: ci stava semplicemente girando male… L’Atalanta ha esibito tenacia e impeto e ne è venuta fuori una gara interessante: abbiamo avuto un’enormità di occasioni, per un momento quell’autorete ha fatto scattare l’impressione che fossimo vittima d’una negatività insuperabile. La sfortuna pareva stesse per caratterizzare un’altra domenica. E in quel frangente è venuto fuori il Napoli, sbloccandosi. C’è stata la svolta, la reazione, che ci ha fatti uscire soddisfatti dallo stadio. Domenica ho gioito per vari motivi, successo compreso: per il ritorno al gol di quei due formidabili ragazzi (Cavani e Pandev, ndr), ma anche per la loro felicità, espressa con un’esultanza esplosiva che mi ha colpito molto. Ho rivisto le immagini in tv e ho colto il loro senso di liberazione», ha dichiarato al Corriere dello Sport il presidente del Napoli, collegato alla vittoria della squadra per la sua visita settimanale: «Non faccio miracoli. E sono molto rispettoso dei ruoli. In vicende che riguardano lo spogliatoio, non intervengo mai: ad ognuno il proprio compito. Però stavolta venivamo da cinque gare stregate e ho avvertito il dovere di parlare alla squadra. Segreto? Parole dirette, come ritengo sia giusto: il mio piccolo contributo doveva semplicemente trasmettere ai calciatori, al tecnico e all’intero staff il sostegno della società. Ho voluto far sentire la mia presenza: ecco, io ci sono e sono schierato al vostro fianco».
Inevitabile il riferimento al futuro di Cavani, che resta sempre un obiettivo di mercato delle big europee: «C’è una clausola rescissoria che è stata fissata al momento della firma del contratto. In quel momento, fu deciso di alzare l’asticella ulteriormente, per manifestare la volontà – ancora una volta – di trattenerlo in maglia azzurra. Però è anche vero che non pongo limiti agli altri. Ci sono da fare una serie di ragionamenti: intanto, esistono club come il Real Madrid e il Barcellona, che hanno fatturati elevati. Ma c’è pure chi, in assenza di questa caratteristica, va fuori budget, ignorando le regole del fair play finanziario: e, a questo proposito, non so ciò fino a quando potrà accadere… Noi non vogliamo trattenere nessuno, Napoli è speciale, è rappresentativo, ha un ruolo importante. E vince senza creare scandali. E’ anche chiaro che se un attaccante di 25 anni viene seguito da una delle società più famose e più importanti al Mondo, comprensibilmente può esserne attratto. Cavani sa però che a Napoli è amato e rispettatissimo e non solo per i gol che fa ma perché è una persona seria e garbata. Ma vivere nella nostra città è atto di fede e coscienza. Se poi dovesse esserci un’offerta folle da 70 milioni lordi di euro, noi saremo lì ad ascoltare: ma sia chiaro che l’ultima parola spetterà al matador».
Un altro tema importante per i partenopei è il futuro di Mazzarri, la cui permanenza resta in bilico: «Con Mazzarri c’è un rapporto leale ed amicale. Il mio rapporto è quello di migliorare il gruppo, con innesti mirati, di stagione in stagione. Ci sono interventi da compiere e c’è molto da lavorare per chiudere bene questa stagione, per preparare poi la prossima. Io ho una sola prospettiva: porre basi importanti per il futuro e mettere a disposizione di Mazzarri – o eventualmente di un altro tecnico – una rosa che sia competitiva. Serve tranquillità per poter affrontare l’argomento: mi sono visto con Mazzarri per parlare della squadra, non di altro. Ci siamo svelati le nostre impressioni: ormai ci basta un’occhiata o un sorriso per capirci. Non voglio assolutamente mettergli addosso ansia, tormentarlo con l’assillo di prendere decisioni affrettate. Sono scelte che non possono prescindere da un grande senso di responsabilità. Insieme siamo una coppia che si è sempre ben integrata e se son rose fioriranno», ha chiarito il patron azzurro, che in merito alla prossima campagna acquisti e alle voci di un interessamento per Pioli ha spiegato: «Ma dipenderà molto da Mazzarri: se resterà, cosa vorrà fare. Lui ci ha consegnato professionalità e ardore e la nostra è una piazza che pretende molto. Vincere qui è assai più difficile che farlo altrove ma è prematuro spingersi su questo terreno e sbilanciarsi: però sappiamo che si dovranno fare cinque innesti e perché questo accada sarà previsto uno stanziamento considerevole. I movimenti dipenderanno da una serie di fattori, ovviamente: da Mazzarri o, se dovesse andar via, da chi lo sostituirà; e poi bisognerà verificare se ci verrà strappato Cavani. Pioli? Effettivamente ci ha sempre messo in grande difficoltà, ma sostenere abbia pensato a lui come prossimo allenatore del Napoli è un errore. Ora c’è Mazzarri, non ho riflettuto su soluzioni diverse».