Novellino e l’Avellino che sogna la A: «Prima la salvezza, poi…»

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L’Avellino è a immagine e somiglianza di Walter Novellino: «Le tante promozioni? Sono tutte nel mio cuore. Con il presidente Taccone…»

Chi meglio di lui può saperne di promozioni? Proprio lui, Walter Alfredo Novellino, che di salite dalla B ne ha realizzate quattro (Venezia, Piacenza, Napol e Sampdoria). E ora l’Avellino sta volando in quest’inizio di stagione in B. Intanto Monzon ricorda i suoi inizi nella terra campana: «Perché mi chiamavano Brasìl? Io e la mia famiglia eravamo appena tornati dal Brasile. Mi tornano in mente le medie dove imparavamo a parlare italiano e quelle partite tra compagni che non finivano più. C’era pure Gigi Marzullo. Com’era? Scarso…». Qualcuno ci pensa, ma Novellino rallenta ogni sogno di gloria ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”: «Abbiamo tanto entusiasmo e ringrazio chi mi ha portato qui. Potevo andare all’estero, ma non poteva esserci scelta migliore di questa. Gli ingredienti per salire di categoria? Continuità, pazienza, una società forte. E non farsi abbagliare dalle illusioni. Noi li abbiamo? Abbiamo un percorso, intanto: arriviamo a 50 punti e poi vediamo. Per scalare una montagna, bisogna conoscerla, fare le giuste mosse e sapere dove si può andare e dove no. I prossimi passi sono Bari e Salernitana».

DIETRO LE FAVORITE – Ci sono altri favoriti per la risalita in A: «Il paracadute crea enormi disparità. L’Empoli ha preso un giocatore fantastico come Caputo a 2,5 milioni: chi altro avrebbe potuto? E poi il Palermo… Zamparini piange, ma ha una rosa di alta qualità: dopo le solite note, c’è un gruppo che sgomita. E l’Avellino è lì». La squadra sembra assomigliare al suo allenatore: «Sì, è stata costruita così. E con più fortuna, potevamo persino essere più in alto: abbiamo sbagliato due rigori e a Cremona ci hanno annullato un gol valido». Novellino ha visto tanta B ed è strano vedere come la coppia CastaldoArdemagni non abbia mai avuto una chance in A: «Credo che Castaldo non sia andato in A per suo volere (ride, ndr)… Ardemagni è un generoso: era con me a Modena e tornò all’Atalanta, ma non ha avuto chance. Ha bisogno di continuità».