2013
Parma, Donadoni: «Pronto per una big. Milan? Non solo?»
CALCIOMERCATO PARMA MILAN DONADONI – Da calciatore ha collezionato una lunga serie di trofei, ora è arrivato il momento di vincerli da allenatore: parliamo di Roberto Donadoni, il quale, dopo l’esperienza conclusasi bruscamente alla guida della Nazionale, è ripartito da Napoli e Cagliari. Da quando è sulla panchina del Parma, però, le prospettive per il tecnico sono migliorate, tanto che si è cominciato a parlare di un futuro in una grande squadra. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex stella rossonera ha esordito analizzando il momento della squadra ducale: «Cosa ci è mancato per sognare l’Europa? Un rendimento esterno di pari livello a quello interno. Questione di convinzione, personalità: è il salto di qualità da fare, la nuova sfida che ci attende, già programmata con la società. Per i giocatori sono importanti anche i messaggi psicologici, le certezze che un club è in grado di dare. Qui c’è una buona base su cui lavorare e possiamo migliorarci».
Donadoni ha poi lanciato segnali per il futuro: «Mi piace lavorare molto. Vado al campo due-tre ore prima dell’allenamento proprio per poter sistemare i dettagli, esercizi, programmi… C’è piena sintonia col direttore Leonardi e col presidente Ghirardi, so che faranno un mercato adeguato, senza follie ma con l’obiettivo di acquisire quei giocatori che ci possono aiutare. Restare anche il prossimo anno? Certo, ho appena firmato il prolungamento biennale. Clausola rescissoria? No, io credo ai rapporti personali. Addio? Ne dovrei parlare con il presidente e il d.g. e lo farei con grande sincerità e serenità: ripeto, i nostri rapporti sono eccellenti. Se sono pronto per una grande? L’aspirazione è quella, mi piacerebbe cimentarmi in squadre che puntano in alto: mi pare un’ambizione naturale. Penso di aver raggiunto una professionalità tale da lasciarmi tranquillo, nel caso. Ma al momento il mio domani si chiama Parma. E non è un impegno minore, per come vedo io il calcio: si possono cogliere grosse soddisfazioni anche lavorando in provincia».
A proposito degli accostamenti alle grandi, come Milan e Roma, Donadoni ha chiarito: «Sono attestazioni di stima che fanno piacere. Punto. Al Milan c’è Allegri che sta lavorando benissimo. Se il discorso si riferisse a un futuro più lontano, non arrivo a dire che “voglio allenare il Milan” come un’ossessione. Può essere un obbiettivo, certo non diventerà mai un’ossessione. Se ho sentito Berlusconi? Sì, in un paio di occasioni. Incontro Galliani, sui campi, e il rapporto di reciproca stima è rimasto quello dei tempi in cui giocavo. Eccezionale. Sulla panchina di Inter o Juventus? Sì, credo che un professionista non debba cadere in certi ragionamenti legati al passato. Trovo, ad esempio, una sciocchezza colossale non festeggiare un gol fatto alla squadra in cui si è militato: il gol è gioia, l’esultanza testimonia quella gioia. Mica è un’offesa agli avversari. In questo c’è bisogno di una maturazione a 360 gradi negli stadi: questione di mentalità da cambiare».
Infine, l’allenatore ha parlato dei giovani che l’hanno impressionato in questa stagione: «De Sciglio, sicuramente. Noi a Parma abbiamo in rampa di lancio Cerri e Belfodil è un attaccante di spessore. Domenica a Siena ho visto Emeghara e ha tante qualità».