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Platini categorico: «Tether? Finché vivo nessuno deve toccare la Juventus» – VIDEO
Platini, leggenda della Juventus, ha parlato in conferenza stampa a margine della 21ª edizione della Golf Cup organizzata dalla Fondazione Vialli Mauro
(inviato al Royal Park I Roveri) – A margine della 21ª edizione della Golf Cup al Royal Park I Roveri di Fiano Torinese, evento benefico organizzato da La Fondazione Vialli e Mauro, Michel Platini ha rilasciato queste dichiarazioni in conferenza stampa.
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MONDIALE – «Ho visto pochissimo. Mi è piaciuta la presentazione dei giocatori con i 26 giocatori perché dà prestigio. Adesso siamo solo all’inizio poi l’importante è vincere l’ultima. Per me la Francia è la favorita e se gioca al 100% vince».
FORMULA MONDIALE – «È complicatissimo decidere perché anch’io volevo far qualcosa per il numero di squadre alla coppa del Mondo. Adesso non possono giocare 17 europee e 4 africane. Il problema è quante squadre devi mettere. È un po’ complicato ma era normale aprire al Mondo».
RIPARTENZA JUVE – «Penso sia l’Italia che debba partire a zero e non la Juventus. Non è possibile che l’Italia non faccia un Mondiale da tre edizioni. L’Italia deve riformare come ha fatto la Francia negli anni 50. Quando l’Italia ripartirà allora anche la Juventus tornerà grande. Non dimentichiamoci che l’Italia ha sempre fatto bene con un blocco della Juventus».
AFFETTO PER LA JUVENTUS – «Penso a tre cose: a tutti i tifosi che mi vogliono bene e che in questo momento sono delusi, poi alla famiglia Agnelli e infine ai grandi momenti che ho vissuto con i miei colleghi. Un ritorno? No ho già risposto lo scorso anno».
PARAGONE CON MARADONA – «Perché ha fatto due sport calcio e pallacanestro. Diego è stato più personaggio di me perciò ha fatto più notizie sui giornali di me. Io so che Diego è stato un bravissimo ragazzo e tutti gli volevano bene. In Italia la prima parola che ho imparato è stata sfida per Zico e Diego. In quel periodo era un momento meraviglioso per l’Italia perchè i più grandi campioni erano in serie A».
COME RIPARTIRE IN ITALIA – «Ripartire da zero vuol dire fare il bilancio del calcio e trovare le soluzioni per trovare buoni giocatori. Sono state delle decisioni politiche e non calcistiche. Noi in Francia l’abbiamo fatto tante volte».
DEL PIERO DI NUOVO ALLA JUVE – «Non lo so perché dipende da John Elkann. Io poi non lo conosco Alessandro e non posso dire altro».
YILDIZ – «Ha delle doti e delle possibilità come Olise e Yamal. Sono dei vecchi numeri 10 che ora giocano in fascia».
KALULU E THURAM NON AL MONDIALE – «Deschamps è molto più adatto di me a scegliere i giocatori».
COMOLLI – «Io non conosco la Juve e non sono dentro. Quindi posso parlare in generale. Ha perso una partita con la Fiorentina e vincendo quella poteva andare in Champions e cambiare tutto. Ci sono i cicli e la Juve non può vincere. Lasciamo anche qualcosa, non troppo, ad altri».
LA SUA JUVE – «Un bellissimo gruppo. Per me non è stato semplice perché sostituivo Brady che aveva vinto due scudetti ed era molto amato. Loro mi hanno sempre fatto sentire bene. Poi quando fai gol ti vogliono tutti bene».
DAVID – «È più facile essere un centrocampista perché tocca tanti palloni. Per l’attaccante dipende sempre dalla squadra. Io quando sono arrivato alla Juve giocavo in una Juve Trapattoniana. Quando segnavo dovevo fare 80 metri invece adesso Messi gioca negli ultimi 20 metri. Per questo ho smesso a 32: Trapattoni mi ha tolto la benzina».
NO DI ELKANN A TETHER – «Io sono per la famiglia Agnelli. Nessuno deve toccare la Juve finché vivrò. Difficoltà con le big Europee? Per questo ho creato il Fair Play finanziario ovvero devi vivere con quello che hai. Per me la Juve è la famiglia Agnelli».
VIALLI – «Non l’ho conosciuto molto ed ha fatto una bellissima carriera. Io ho un grande rapporto con Massimo e sono qui per lui. L’ho trovato molto forte nella sua malattia e ho sempre un pensiero per lui. Mi congratulo con tutta l’organizzazione e con Massimo per continuare a portare avanti il ricordo di Gianluca».