Presidenza Figc, Abodi: «Puntiamo su qualità e nuovi stadi»

Tavecchio
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Andrea Abodi sfida Carlo Tavecchio e propone il suo progetto per rilanciare la Figc. Al centro del programma riforme dei campionati e nuove infrastrutture

Nuovi stadi e prodotto calcio di qualità superiore, questo il progetto di Andrea Abodi, che prova a sfilare a Tavecchio la presidenza della Figc. Il dirigente romano, rieletto per la terza volta poche settimane fa alla guida della lega cadetta, ha scelto di lasciare la Serie B per provare il grande salto in federazione. «Ho capito che la Figc aveva bisogno di un cambio di passo. E questo mi ha spinto a rinunciare anche alla B, la mia seconda famiglia, nella quale siamo riusciti a costruire valore e rispetto», ha dichiarato Abodi a La Gazzetta dello Sport.

QUALITÀ PRODOTTO – Si è parlato tanto di riforma dei campionati. La ricetta del 56enne è chiara: «Dobbiamo capire quale mestiere dobbiamo fare per consentire alla Serie A di fare più soldi. Serve una politica di rafforzamento, le risorse vengono dopo. Se continuiamo a parlare solo di numero di retrocessioni e cifre, non andiamo da nessuna parte. C’è bisogno di dialogo e confronto, può sembrare che prendo una strada più arrotondata ma porterà all’obiettivo finale, che è alzare la qualità del prodotto. Dentro, ci sarà anche la riduzione dei campionati, ma non solo».

NUOVI STADI – Si parla anche di stadi, tema particolarmente caro ad Abodi, che negli ultimi anni ha puntato tanto sul progetto B Futura: «Credo che una Figc moderna debba avere una sua società di sviluppo, che si occupi della crescita industriale. Federcalcio Srl per ora gestisce le proprietà immobiliari, io penso che possa diventare molto di più. In un’ottica non invadente, può svolgere una funzione di sistema».

GIUSTIZIA SPORTIVA – Infine la giustizia sportiva, che Abodi punta a riformare: «Serve un sistema più moderno, con una razionalizzazione delle norme, una loro migliore interpretabilità, tempi certi su alcune fattispecie, rimodulazione della responsabilità oggettiva, ingresso della tecnologia per accelerare i tempi».