Protocollo medico calcio, le regole rischiano di far chiudere B e C

Coronavirus Formula 1
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Protocollo medico calcio, le regole rischiano di far chiudere B e C. La terza serie è praticamente finita, rischia anche la B

Il virus complicherà le cose. Una banalità messa in questo modo, ma ora si inizia a sentire tutto ciò in maniera tangibile. Il calcio, tra l’altro, è una delle aziende del paese più colpite: nell’immaginario collettivo, tra giudizi affrettati e luoghi comuni, rimane un divertimento che può anche chiudere. Lecito pensarla in questo modo, ma dietro il mondo del pallone ci sono tantissimi fattori da non sottovalutare.

Il rischio chiusura c’è ed evidente. Non solo per la serie A, erroneamente il calcio nel pensiero comune si riduce soltanto al massimo campionato. La serie C ha praticamente tirato giù le serrande, mentre la B rischia davvero molto: il protocollo medico sanitario per il calcio anziché salvare il pallone lo sta praticamente sgonfiando.

NORME – Delle regole sono ovviamente necessarie, soprattutto per chi vuole rientrare in sicurezza a giocare e senza rischiare nulla. È logico gettare delle basi da cui ripartire, ma soprattutto per convivere con il virus. Alcune valutazioni vengono però fatte in modo troppo precipitoso: se le decisioni vengono applicate ad un sistema in crisi da molto tempo, il danno è praticamente fatto. Tra virus, norme e un equilibrio precario sempre sottovalutato, la chiusura rimane la soluzione meno dolorosa, almeno per il momento.

PALLONE SGONFIO – Le parole di Ghirelli non lasciano spazio ad interpretazioni. Il problema, però, riguarda anche i ricorsi: le voci nelle ultime ore sono circolate con maggiore insistenza, c’è già chi ha dissotterrato l’ascia di guerra per poter far valere le proprie ragioni. Il pallone si sta pian piano sgonfiando, tra virus e norme poco applicabili. Le regole che dovevano salvare il calcio lo stanno ammazzando, tra contraddizioni e voglia di far sempre polemica.