Roma, Perrotta: « In Italia solo qui, quell'episodio con Vucinic... » - Calcio News 24
Connect with us

2013

Roma, Perrotta: « In Italia solo qui, quell’episodio con Vucinic… »

Avatar di Redazione CalcioNews24

Published

on

perrotta ifa

ROMA PERROTTA – Contro la Fiorentina disputerà la sua partita numero 400 in Serie A: un gran traguardo per il centrocampista Simone Perrotta che, per l’occasione, ha concesso un’intervista al “Corriere dello Sport”, raccontando sensazioni ed emozioni di una carriera unica.

ORGOGLIO GIALLOROSSO – « La partita numero 400? Una bella soddisfazione, nemmeno lo sapevo, non controllo le statistiche. Non sono tanti quelli che sono arrivati così in alto e questo aumenta la mia soddisfazione. Ogni volta che vado a scaldarmi c’è sempre il desiderio di entrare, purtroppo le sostituzioni sono solo 3. L’entusiasmo non è mai venuto meno. Ma è anche questione di fisico, sono stato fortunato perchè non ho mai avuto gravi incidenti nella mia carriera. Questa è la base, poi la testa fa tanto, la voglia di dimostrare di poter essere sempre utile. Ma fa tanto anche l’ambiente in cui vivi. E mi ha aiutato molto la voglia di restare qui. Di queste 400 partite molte le ho giocate con la maglia giallorossa, da nove anni sono qui, è un privilegio e un onore per me aver difeso questa società per nove anni. Ho avuto la fortuna di poter difendere i colori e la tradizione di questa società e di conseguenza dei suoi tifosi », le parole di Perrotta.

FUTURO ESTERO – « Ho sempre rifiutato qualsiasi squadra e qualsiasi soluzione che mi allontanasse da questo ambiente. Credo che quando giochi a Roma per tanti anni ti senti coinvolto, giocare in una piazza come questa è amplificato cento volte rispetto alle sensazioni che puoi provare da un’altra parte. Cosa farò una volta smesso? No, non ho valutato nulla. Potrebbe essere l’ultimo mese da calciatore. Bisognerà parlare con la società, capire se vuole continuare il rapporto, ci sarà un incontro a fine anno. Continuare? L’entusiasmo e la voglia non mi mancano, se dovessi andare via dovrei pensarci. Mi piacerebbe forse fare un’esperienza all’estero, ma in Italia non andrò da nessun altra parte, posso dirlo con certezza. Sarebbe una scelta di vita. La mia priorità è di continuare a giocare qui ».

ZEMAN – « Perchè Zeman ha fallito? L’allenatore è sempre legato ai risultati. Le aspettative nei suoi confronti erano enormi e invece i risultati non sono stati all’altezza. Noi come squadra ce l’abbiamo messa tutta per seguirlo. Io ho visto la squadra lavorare con il massimo impegno in qualsiasi situazione, nessuno si è tirato indietro, quelle sono valutazioni che ha fatto lui, un giorno ci dirà quali sono stati i giocatori che non si sono impegnati. Io non ho avuto assolutamente questa sensazione. Credo che Zeman ha bisogno di trovare giocatori con le caratteristiche giuste per il suo gioco. Non sono d’accordo quando dice che tutti possono adattarsi al suo calcio. E’ un allenatore che ha idee e se ha i giocatori giusti può fare molto bene ».

ANDREAZZOLI – « Tutti questi anni trascorsi insieme ci hanno unito. Soprattutto nell’ultimo anno, quando eravamo messi da parte tutti e due. Quando gli altri sono andati in ritiro era lui che ci allenava a noi fuori rosa. Questo ci ha uniti ancora di più. E’ una persona vera, per bene. Di allenatori bravi ce ne sono tanti e se ne parla tanto nell’ultimo periodo, ma a me piace parlare della persona. Andreazzoli antepone il bene della squadra, non ha nessun problema a mettere fuori un amico per il bene del gruppo. Ha dimostrato di meritare il posto che occupa. Ha ridato entusiasmo e consapevolezza nei propri mezzi, che la squadra aveva smarrito nell’ultimo periodo di Zeman ».

DISCUSSSIONE SCUDETTO – « Lo scudetto perso con la Sampdoria e la discussione con Vucinic? Non so se ha influito, ma un po’ di nervosismo lo ha trasmesso alla squadra. Se potessi tornare indietro non lo farei, anche perchè con Mirko ho tuttora un ottimo rapporto. Per noi sarebbe stato incredibile vincere quello scudetto, sicuramente diverso da quello che ha vinto Vucinic alla Juve. Una discussione banale, Mirko ha tirato invece di passare il pallone. Capita. Avevamo fatto il primo tempo più bello della stagione, ma dopo un quarto d’ora della ripresa eravamo crollati ».

IL PROSSIMO DERBY – « La finale di Coppa Italia voglio viverla in tutte le sue sfumature, con le tensioni, gli sfottò, con la speranza di poter essere utilizzato al cento per cento. Sono consapevole di quello che andrò a lasciare. Vincere il derby non significa salvare solo la stagione, ma molto di più. E’ la prima volta che vale la Coppa Italia. Sarà una partita molto bella, una sfida storica. E non c’è una favorita. Le discussioni con Radu? Credo e spero che Radu abbia capito di aver sbagliato. Sono cose che io non farei. Totti ha avuto qualche atteggiamento di sfottò, ma è finita lì. Oggi questa partita la sento molto più dei primi anni. Perchè sono diventato tifoso della Roma ».