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Serie A

Sacchi: «Giocare con caldo e afa? Bisogna allenare la mente più che i piedi»

Redazione CalcioNews24

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Arrigo Sacchi ha parlato sulla Gazzetta dello Sport delle problematiche che incontreranno i calciatori a giocare con il caldo

Il caldo estivo sarà sicuramente una variabile da non sottovalutare per le sorti del campionato. La ripresa della Serie A sarà segnata sicuramente da caldo e afa e questo potrebbe condizionare le partite. A questo proposito Arrigo Sacchi (ct dell’Italia nel caldissimi Mondiali USA ’94) ha parlato sulla Gazzetta dello Sport.

CONSIGLIO AGLI ALLENATORI – «La cosa più importante, quando si giocano partite ravvicinate, ogni 3 giorni, è recuperare le forze. Noi non ne avevamo la possibilità, perché dormivamo con l’aria condizionata accesa che non aiuta nel recupero. Fu una battaglia con il clima: non si respirava».

ALLENAMENTI – «Anche quelli furono un problema. La mia Italia si basava sull’aggressività, sul pressing, sulla corsa.Avevo bisogno di fare allenamenti specifici, ma non ci si riusciva per il troppo caldo e la troppa umidità. Svegliavo i ragazzi alle 6 del mattino e andavamo in campo alle 7, ma la temperatura era alta. In sostanza, si poteva fare soltanto un lavoro di mantenimento. Noi, in campo, spendevamo molte energie, eravamo una squadra generosa, e poi non riuscivamo a recuperarle».

ANEDDOTO – «Arrivammo in California qualche giorno prima della finale. Avevo pensato di fare un allenamento alla sera, perché l’aria era più fresca. I medici e i massaggiatori mi dissero: “Arrigo, i ragazzi non hanno più muscoli. Sono svuotati”.Allora cercai di lavorare sull’aspetto psicologico: ho sempre pensato che la testa sia più importante dei piedi. E tenemmo botta con il Brasile anche se nell’intervallo mi lamentai: “Non possiamo attaccare soltanto contre giocatori, non arriviamo da nessuna parte”.E i ragazzi: “Mister, se andiamo avanti, non abbiamo più le forze per tornare indietro”. Capii che era un’impresa ciclopica».

PREPARAZIONE «Il periodo di preparazione fu fondamentale.Come lo sarà anche adesso. Le squadre che si troveranno meglio saranno quelle che avranno messo più benzina nei muscoli. Chi ha un gioco più dispendioso, ad esempio l’Atalanta, potrà essere svantaggiata. Ma Gasperini sa come comportarsi e avrà già prevenuto il problema».

SUPERARE LE DIFFICOLTÀ – «Il segreto? L’organizzazione di gioco. Se in campo sai quello che devi fare, allora parti in vantaggio sull’avversario. L’Atalanta si muove in modo sincronico, corre molto, ma corre bene. Non tutti, in Italia, corrono bene. Può darsi che, in questo strano finale di stagione, le squadre più conservatrici, quelle che si concedono di meno, abbiano qualcosa di più sul piano fisico».

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