Figc-Coni, continua la partita sul commissariamento

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Fumata nera nella giornata di ieri, ma la Serie A rimane ottimista sulla possibilità di trovare le proprie cariche elettive

La fumata nera era prevista ed è puntualmente arrivata. Ma l’assemblea di ieri ha almeno tracciato la strada da percorrere: la Lega Serie A vuole rinnovare i propri organi, tanto che la riunione è stata tenuta aperta e aggiornata a  domani. In caso di vacanza delle cariche oltre l’11 dicembre, il Coni prenderebbe atto del perdurare dello stallo politico e commissarierebbe la Federazione. In questi giorni di crisi più di un presidente di A ha giocato su più tavoli, da un lato mostrando fastidio verso possibili ingerenze dall’esterno nel calcio, dall’altro tenendo un canale aperto con Malagò nell’ottica del commissariamento federale, immaginato come il grimaldello per cambiare i pesi elettorali (la A vale il 12%, i Dilettanti il 34%, la Lega Pro il 17%).

DUELLO – Poi, ieri mattina, su RadioRai, il patron del Torino Urbano Cairo, ha lanciato un avviso al capo del Coni: «Ho stima di Malagò, ma secondo me bisogna rifondare tutto lo sport italiano. Alle Olimpiadi non ci sono stati risultati strepitosi. Qui bisogna capire che non c’è nessuno che può fare il primo della classe». La risposta di Malagò, riportata da “La Gazzetta dello Sport”: «I primi della classe? Sono onorato che Cairo dica così, forse ha ragione. Se il calcio riesce a tirarsi fuori da quel che è sotto gli occhi di tutti, non solo per l’aspetto sportivo, ma anche per quello statutario e per l’individuazione degli uomini da scegliere dentro la governance della Lega, va benissimo».

SVOLTA – Ieri in Lega si è ragionato nell’ottica ditrovare un accordo sulle nomine. E la riprova è stata nelle parole del presidente del Genoa Enrico Preziosi, all’uscita: «Entro il 30 avremo il presidente e l’a.d. Sono ottimista, il clima è positivo». A suggellare la posizione della Lega (non proprio tutti sono d’accordo, la Juve resta defilata) è stato il commissario Tavecchio: «È una precisa scelta della Lega di evitare il commissariamento della Figc. Poi è tutto da stabilire se con la Lega A assente si può commissariare. Come mi sento? Sono sempre stato bene perché non ho giocato io le due partite. Purtroppo questo è il sistema. Ho fatto un discorso ampio, politico e sono stato applaudito».

NOMI – L’intenzione di fare le nomine c’è, l’intesa non ancora. Sul presidente è spuntato ieri il nome di Giuseppe Vegas, numero 1 della Consob in uscita, tirato fuori da Lotito. A differenza dell’altro candidato suggerito dal patron laziale – l’ex vice comandante della Guardia di finanza Ugo Marchetti, già bocciato nonostante un poderoso curriculum -, Vegas può far breccia nel fronte dei 10 club riformisti (Juve, Inter, Roma, Napoli, Fiorentina, Torino, Samp, Sassuolo, Bologna, Cagliari), anche se qualcuno avanza perplessità sul suo passato da parlamentare e vice ministro del centrodestra. Sull’a.d. resta sempre in pole Sami Kahale, già presidente di Procter & Gamble: la commissione ha chiesto mandato per chiudere dopo aver individuato una short list di sei nomi. Che siano Vegas e Kahale, frutto di un compromesso tra le due anime, i volti della nuova governance della Lega?