La Serie A e i suoi figli d’arte: Simeone, Di Francesco, Chiesa e il futuro da scrivere

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La Serie A e i suoi figli d’arte: nel massimo campionato italiano spiccano, e sorprendono in positivo, i nomi di Giovanni Simeone, Federico Di Francesco e Federico Chiesa

Di padre in figlio. Sulle orme dei genitori, vecchie (ma non troppo) conoscenze della nostra Serie A, si stanno muovendo bene i ‘figli d’arte’ Simeone, Di Francesco e Chiesa. Il primo, Giovanni, figlio del ‘Cholo’, si è imposto con la maglia del Genoa a tempo zero: classe 1995, arrivato dal River Plate in estate, è una scommessa vinta dalla società rossoblù che dagli attaccanti argentini ha già avuto soddisfazioni. Umiltà e tanta tecnica: il ‘Cholito’ si è presentato al pubblico genoano con i gol, quello che è il suo mestiere. Dieci in campionato e uno in Coppa Italia fin qui. I due più importanti? Quelli contro la Juventus, in dieci minuti di tripudio per i tifosi genoani: ‘Emocionante’ come ricorderà suo padre Diego Pablo, rammentando la sua rete contro i bianconeri con la maglia della Lazio nello scudettato anno 2000. Dalla doppietta contro la Juve, Giovanni Simeone ha giocato titolare con piena continuità: i suoi gol sono continuati ad arrivare mentre il Genoa, in condotta discendente, non riusciva più a vincere. In mezzo a questo, le voci di mercato sempre più insistenti. Il Milan nel futuro del ‘Cholito’? Lui, da buon professionista, non si lascia andare: adesso c’è il Genoa da salvare, magari senza troppe complicazioni. Con i suoi gol.

 

DI FRANCESCO, A BOLOGNA CON FURORE – Figlio di Eusebio, Federico Di Francesco è approdato al Bologna la scorsa estate dopo la stagione in Serie B disputata con la Virtus Lanciano. Esterno d’attacco, in rossoblù deve districarsi tra la concorrenza di Krejci e Verdi; non facile mettersi in mostra, ma Federico è uno che le sue possibilità le sfrutta bene: classe 1994, segna la sua prima rete in Serie A alla seconda presenza. Brilla poi nel suo esordio con l’Under 21 di Di Biagio dove alla prima partita da titolare ( a settembre contro l’Andorra) segna una doppietta. Velocità e dribbling, senso del gol e visione di gioco, Di Francesco vive un momento inedito quando al ‘Dall’Ara’, il 23 ottobre scorso, sfida il Sassuolo allenato dal padre Eusebio. Federico ‘assaggerà’ il campo solo per due minuti, ma quanta emozione, orgoglio di papà. Lo stesso giorno, in tribuna, lo sguardo attento del Ct azzurro Gian Piero Ventura. Intorno, si ravvivano importanti voci di mercato, dall’interesse della Juventus a quello più recente dell’Inter. Adesso Di Francesco jr deve trovare solo un po’ di campo in più: ‘continuità’ è la parola magica per la maturazione definitiva di un potenziale campione del nostro calcio.

FEDERICO CHIESA, CUORE VIOLA – Coincidenze, seguendo papà Enrico. Federico Chiesa, dei ‘figli d’arte’ citati, è l’unico che veste un maglia già indossata dal padre e quello che si avvicina di più al ruolo già ricoperto dal genitore. Attaccante ma più spesso esterno destro, Chiesa jr è fiorentino in tutto, tranne che nella nascita (genovese). Cresciuto nelle giovanili viola, fa il suo esordio alla prima giornata di campionato contro la Juventus: il suo momento più importante, come ricorderà, ancor di più della sua prima rete con la Fiorentina, in Europa League in casa degli azeri del Qarabag (con annessa espulsione). Già, in Europa, dove il padre Enrico, nel triennio d’oro vissuto a Parma a ridosso del nuovo millennio, diventò il maggior marcatore internazionale, alzando poi la Coppa Uefa coi gialloblù nel 1999. Personalità da vendere trasmessa al figlio Federico, classe 1997, sempre più nei piani della squadra di Paulo Sousa. Alla base, umiltà e grande passione per i colori viola: «Spero nella fascia da capitano, mi sento un figlio di Firenze e della Fiorentina. Questa maglia è una seconda pelle per me» ha dichiarato. Oltre al viola, è spuntato anche l’azzurro: Federico Chiesa è già nei piani di Ventura. E allora avanti, c’è un futuro da scrivere. Di padre…in figlio.