2013
Torino, Cairo: «Ogbonna resta. Cerci e Bianchi?»
CALCIOMERCATO TORINO CAIRO – Rilancio di La7, piani industriali, ma per Urbano Cairo c’è chiaramente tempo di pensare anche al Torino. Il patron granata ha le idee chiare circa il futuro della sua squadra: «Dobbiamo ottenere questi quattro punti e la cosa migliore per riuscirci è continuare a giocare come abbiamo sempre fatto durante questo campionato, senza porci limiti. Ho contato 21 punti nel nostro girone d’andata, dei quali 16 ottenuti nelle prime 13 partite. Il cammino nel girone di ritorno è lo stesso, anche se i punti li abbiamo ottenuti in maniera diversa: si è vinto e perso di più. Quello che vedo oggi è una squadra che sta dimostrando delle qualità nel gioco e la voglia di esprimerle. Il Toro non ha mai fatto barricate, anzi. Direi che ci occorre solo un pizzico d’attenzione in più. Sono molto contento del lavoro fatto dall’allenatore, che ha dato una precisa identità al gruppo. Non dimentico che quando Ventura è arrivato al Toro eravamo reduci da una stagione negativa. E poi c’è una cosa che mi dà soddisfazione. Prima di ogni partita faccio un confronto anagrafico tra i nostri giocatori e quelli avversari. Domenica scorsa affrontavamo la Roma che notoriamente è una formazione molto giovane, eppure è risultato che avevamo complessivamente appena un anno in più dei giallorossi. Non male e di solito i più giovani siamo noi», ha dichiarato Cairo a Tuttosport, dove ha parlato del futuro di Rolando Bianchi: «Dei contratti in scadenza parleremo al momento opportuno. Leggo di possibili rinnovi di altri giocatori, ma non stiamo neppure discutendo. Rolando per noi è importante, però la cosa che conta di più è avere una squadra all’altezza. A parte Maradona, non ho visto altri giocatori che risolvessero da soli. Nemmeno Messi finora l’ha fatto in Nazionale. Arriverà il momento di ragionare con i giocatori in scadenza che hanno voglia di rinnovare il contratto. Assolutamente non ho fretta di venderlo, terremo in considerazione Bianchi, che in questi cinque anni è sempre stato trattato nella maniera migliore e ha dato buoni risultati. Da parte mia c’è anche affetto nei suoi confronti, anche se dopo aver segnato con la Roma ha dichiarato di averlo fatto per sé e per i compagni. Non ha coinvolto la società, ma immagino che si sia trattato di un lapsus dovuto all’adrenalina del momento. Quando Ventura dice che dovete parlarne con la società lo fa per rispetto, per non dare l’impressione di scavalcare qualcuno. Lui apprezza Bianchi, poi come per ogni altro giocatore sceglie i modi che ritiene più giusti per motivarlo. Lo fa pure con Cerci. Posso comunque assicurare che Ventura stima Bianchi, non ci sono posizioni diverse tra lui e il sottoscritto sulla questione».
Un altro giocatore da tener stretto è Alessio Cerci, per il quale bisognerà discutere con la Fiorentina: «La scorsa estate ho passato più tempo con l’agente di Cerci che con la mia famiglia e alla fine ho raggiunto l’obiettivo. Sono stato ripagato da un buonissimo campionato di Alessio. Per dire cosa accadrà è ancora un po’ presto, ma i rapporti con i fratelli Della Valle sono buonissimi e pure quelli con Pradé, infatti con la Fiorentina abbiamo pure lavorato un anno fa alla comproprietà di Bakic. Penso che per Cerci sia molto importante acquisire continuità. Da Firenze sono arrivate dichiarazioni “mercantili”, com’è giusto che sia da parte di chi vuole valorizzare. Io però penso che si possa fare un lavoro intelligente con la Fiorentina (il riferimento è a un rinnovo della comproprietà, ndr) per valorizzare ancora di più il giocatore. Cerci ha qualità tecniche importanti, supportate qui al Toro da una gamba esplosiva grazie al lavoro fatto. Anche in chiave Mondiale, per quanto quell’appuntamento sia ancora lontano, per lui sarebbe importante darsi continuità».
Tra quelli da blindare Angelo Ogbonna: «E’ un giocatore straordinario in cui io credo ciecamente, ma non dimentichiamo il problema fisico che ha dovuto superare. L’operazione subita ovviamente ha avuto un impatto su di lui e sulla sua stagione. Il fatto che nel frattempo possa essersi ridotto il suo valore quasi mi fa piacere, perché vuole dire che lo terremo ancora un anno. Sono convinto che nel giro di qualche partita Angelo recupererà la sua forza fisica e non ho assolutamente fretta di venderlo. Per il Toro sarebbe davvero un’ottima cosa averlo in rosa ancora un anno. L’ho visto concentrato per recuperare la forma».
Infine, in merito al parallelo con il Napoli e alla “missione argentina” di Petrachi, Cairo ha concluso: «Noi abbiamo davanti un percorso ed evidente che si cerchi di migliorare sempre, però la realtà del Napoli è un po’ differente. Loro incassano molto più di noi dai diritti tv e lo scorso anno, con la Champions, sono arrivati a fatturare circa 120 milioni. Più del doppio di quanto facciamo noi. Se è vero che il nostro calcio paga dazio rispetto a certe realtà internazionali perché fattura meno, mi sembra evidente che quella logica finisca con il pesare pure in Italia. Detto ciò, tutto è perfettibile, ma penso che l’idea di crescere puntando sui giovani sia quella giusta. Rinforzi? Petrachi, Zavagno e gli altri osservatori stanno scandagliando quel mercato di persona o attraverso filmati. Si tratta di capire se i giocatori tenuti sotto osservazione fanno al caso nostro o no».