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Torino, il caos continua: cosa è successo nel confronto con Cairo! Tutti i retroscena che hanno agitato (ancora di più) le acque granata
Torino, è sempre più caos: cosa è successo nella conferenza stampa con Cairo! Tutti i retroscena in casa granata
L’editoriale di Andrea Pavan su Tuttosport fotografa un momento di rottura definitiva tra la piazza granata e la presidenza di Urbano Cairo. Non sono i risultati del campo a far notizia, stavolta, ma un confronto dialettico che ha assunto i contorni di una liberazione collettiva per la tifoseria del Toro.
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Il “mezzogiorno di fuoco” di Marco Bonetto
Il cuore della riflessione di Pavan è la mole di ringraziamenti che la redazione sta ricevendo dopo la conferenza stampa in cui il giornalista Marco Bonetto ha incalzato il patron granata. Un evento definito significativo per due ragioni: la prima riguarda il valore del giornalismo che, quando onora il mestiere, torna a fare notizia; la seconda riguarda lo stato d’animo dei tifosi.
«I tifosi del Toro non ne possono talmente più di Cairo da vivere come un momento di esultanza, di rivalsa, di riscatto (con diritto) non già le vittorie – ehm – della squadra quanto le rare circostanze in cui il suo ventennale proprietario viene sconfessato in pubblico da una critica non compiacente se non in tutto asservita».
Secondo Pavan, le domande di Bonetto sono state percepita come un gol: un quarto d’ora di domande precise, basate su numeri e fatti, che hanno mandato in crisi il “muro di gomma” presidenziale. Cairo, apparso disarmato, ha tentato invano di svicolare, persino sulla questione stadio, finendo zittito da una replica fulminante: «Sta dunque dicendo che il sindaco ha mentito?».
La fine del Toro “pulsante”
L’editoriale colpisce duro sulla gestione ventennale, smontando la narrazione del “salvatore della patria” che Cairo ha spesso alimentato citando i tempi del fallimento. «Di sicuro non ha salvato IL TORO, che con Cairo ha da tempo smesso di esistere, nel senso di pulsare, di esprimere sé stesso, i suoi valori, le sue prerogative, come corpo unico, pugno chiuso e sedia al cielo».
L’impatto su D’Aversa e il futuro
In questo scenario di tensione, Pavan osserva anche la figura del nuovo tecnico D’Aversa, spettatore quasi attonito di un ambiente in cui la «stucchevole retorica granatista» non ha più alcun potere anestetico. La conclusione dell’editoriale è una sentenza su un’epoca che sembra giunta al suo crepuscolo morale: «Il re non è ancora nudo, ma il velo di protezione e (ingiustificata) riverenza, e a volte di ignoranza, si sta vieppiù sollevando. Lasciando intravedere le vergogne».