Ultimo tango a Catania - Calcio News 24
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2013

Ultimo tango a Catania

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palermo squadra casa (esultanza) 2013 ifa

Chi vive in Sicilia, come il sottoscritto, sa perfettamente la valenza delle sfide, i cosiddetti derby, tra due squadre che non rappresentano la stessa città, ma bensì un’intera regione: che siano Palermo, Catania o Messina, non potendo contare su due club dello stesso territorio tra i quali annoverare stracittadine ai livelli che si vedono abitualmente a Roma, piuttosto che a Milano, Genova o Torino, queste grandi sfide tra i tre campanili principali dell’isola più grande del Mediterrano attirano sempre la passione sfrenata dei rispettivi tifosi, oltre che la curiosità di chi, certi eventi, li vive solo da lontano. E se c’è una sfida, che potrebbe definire in maniera fondamentale la stagione delle due pretendenti in lotta, questa è proprio rappresentata dal derby, che Catania e Palermo andranno ad affrontare domani pomeriggio, in una giornata che si prospetta piovosa (salvo nuovi abbagli da parte dei servizi meteo) ma che sarà particolarmente calda, proprio per l’alta posta in palio per questi 90 infuocati minuti.

Gli etnei, che con il mite e silenzioso Rolando Maran hanno trovato un allenatore capace di proseguire nel migliore dei modi l’opera intrapresa un anno fa dal giovane rampante Montella, vorrebbero giocarsi le ultime chances di tornare pienamente in corsa per un posto in Europa, quando mancheranno solo le ultime cinque fatiche in questo splendido campionato; dall’altra parte della classifica, c’è una formazione rosanero che, dopo aver scialacquato in maniera assurda la vittoria interna contro il Bologna, vorrebbe accaparrarsi proprio nella sfida “made in Sicily” i punti necessari per poter continuare a credere nella salvezza, visti i durissimi impegni che attendono la banda guidata da Giuseppe Sannino negli ultimi 450 minuti di questo torneo, particolarmente travagliato e che potrebbe risolversi, nel peggiore dei casi, con il ritorno nella serie cadetta a nove anni dalla fantastica promozione.

E come suggerisce il titolo, visto che in altri lidi abbiamo recentemente avuto a che fare con ex calciatori dediti nella pratica del ballo (non sempre con risultati soddisfacenti agli occhi del pubblico), la sfida dell’ex Cibali sarà contraddistinta da un fattore, molto comune a entrambe le forze in campo: la bandiera argentina. Il Catania, in questo senso, rappresenta probabilmente la maggiore espressione di rappresentatività di calciatori albicelesti nel nostro campionato, visto che la quasi totalità dell’undici, solitamente mandato in campo da Maran, presenta giocatori che battono proprio bandiera argentina: la concretezza di Bergessio, la fantasia dell’accoppiata composta da Gomez e Barrientos, la cattiveria agonistica di Almiron e la puntualità nel coprire la propria retroguardia di Spolli e del portierone Andujar, uno degli ex della partita. Dall’altra parte, il Palermo ha avuto modo di apprezzare, seppur nella loro totalità, il talento e le caratteristiche dei propri giocatori nativi dell’Argentina: in questa difficile annata, Muñoz è diventato difensore vero e affidabile anche ad alti livelli, Garcia è cresciuto di partita in partita, Dybala si è dimostrato giovane talento da svezzare con cura, mentre dai vari Boselli e Formica non è arrivato il tanto atteso contributo nella seconda parte della stagione, e Faurlin è stato misteriosamente messo in cantina, pur avendo esordito in maniera abbastanza convincente contro l’Atalanta a inizio febbraio.

In un passato non così lontano, altri giocatori argentini hanno dimostrato di essere in grado di vincere questi derby, anche da soli: c’è stato l’anno magico di Maxi Lopez, uno capace di mandare al tappeto con una doppietta, nella primavera del 2010, un Palermo in pienissima corsa per un posto in Champions League; pochi mesi dopo ci ha pensato Pastore, indimenticato genio in maglia rosanero, a mettere a segno una tripletta da ko per restituire la pariglia agli odiati cugini. Ora tocca ai nuovi interpreti, argentini e non, mettere i conti al proprio posto per le rispettive squadre di appartenenza: in casa etnea c’è da tenere in altissima considerazione il genio e la precisione nei calci piazzati di Ciccio Lodi, che già all’andata, e nel derby del ‘Massimino’ della scorsa annata, ha dimostrato la propria abilità in fase balistica; tra le fila rosanero spicca la presenza di un Josip Ilicic in pieno stato di grazia, e dalla panchina potrebbe emergere un Abel Hernandez finalmente restituito al calcio che conta, dopo tanti mesi di tribolazioni e sofferenze.

A Catania l’atmosfera è pronta, i ventidue tangueiros sono pronti a sfidarsi al ritmo caliente e passionale delle tipiche musiche di Baires. Voi mettetevi comodi, e godetevi lo spettacolo.