Un segno di pace - Calcio News 24
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2012

Un segno di pace

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Calciomercato Milan: Berlusconi e Galliani procedono dritti per la loro strada, dopo aver dimostrato di non temere scelte impopolari; ma, ne sono al corrente, sono chiamati in breve tempo a riconquistare i tifosi e recuperare quel feeling messo a dura prova dalle cessioni di Thiago Silva ed Ibrahimovic – più la prima che la seconda – al Psg. La riappacificazione con la piazza passa anche dal famoso “coniglio del cilindro”, un colpo di magia che la società rossonera può sfruttare per dare un colpo di spugna alle critiche piovute addosso.

IL PROFILO PERFETTO – Il nome giusto in tal senso non può che essere quello di Ricardo Kakà. Ancora nel cuore dei tifosi, anche i delusi dalle questioni legate alla sua cessione nel 2009 dal Milan al Real Madrid; il trequartista brasiliano è l’uomo che può riaccendere la passione dei tifosi rossoneri, attesi in tal senso da una difficile stagione a causa dell’addio di tanti uomini simbolo. Vedi Nesta, Thiago Silva stesso, Zambrotta, Gattuso, Seedorf ed Inzaghi. Kakà ha già vinto tutto con la maglia del Milan ed ha lasciato il ricordo – oltre che affettivo – di un campione in grado di decidere le partite e spostare gli equilibri: potrà davvero risultare il coniglio nel cilindro di Adriano Galliani – e tramutarsi da una suggestione ad una concreta trattativa – a patto che si verifichino alcune circostanze.

LA TRATTATIVA – Il Milan, dopo due anni in cui il calciatore, tra infortuni e scelte tecniche, non ha reso quanto ci si potesse attendere, chiederà un sostanziale sconto sul costo del cartellino, attualmente stimato intorno ai 20 milioni di euro. Il club lombardo non andrà oltre i 10 milioni per un giocatore sì dall’indiscusso valore ma già trentenne. L’alternativa è richiedere il prestito secco, soluzione che potrebbe non essere gradita in casa Real, dove l’intenzione è ormai quella di disfarsi del brasiliano. Poi c’è il nodo ingaggio: in questo caso la vicenda potrebbe essere relativamente più agevole, nel senso che qualora la volontà delle parti di trovare un accordo risulti forte la possibilità di venirsi incontro diventa concreta. Kakà dovrebbe ad ogni modo rinunciare a buona parte dei suoi attuali 10 milioni netti a stagione per rientrare nei parametri di una società in piena fase di riduzione costi ed oculatezza delle spese.

KAKA’ PUO’ TORNARE AD ALTI LIVELLI? – Domanda da mille punti. Il parallelo con il ritorno del figliol prodigo Shevchenko è inevitabile: allora l’esperienza si rivelò del tutto fallimentare, al suo rientro in Italia l’ucraino era spento e smarrito, un pesce fuor d’acqua. Kakà però ritornerebbe – il condizionale è d’obbligo – in una squadra appena smobilitata: la fine di un ciclo vincente è sotto gli occhi di tutti e Kakà potrebbe far ritorno subito da protagonista. Il brasiliano può rappresentare un segnale sia verso l’esterno – il Milan c’è e non molla niente – che verso l’interno, dove qualche spiffero di insoddisfazione inizia ad uscire dalla porta di Milanello. Gli infortuni sembrano superati e nell’ultima stagione è rimasto ai margini della formazione titolare più per scelta tecnica che altro. La voglia di riscatto è alta, le parole di Galliani fanno il resto: “Certi amori non finiscono mai, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Aspettare per credere, ma un’idea in casa Milan può in un attimo diventare realtà.