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Vaciago in esclusiva a Juventusnews24: «La Juve ha ritrovato un’anima agonistica, ha ritrovato l’orgoglio di difendere il proprio onore» – VIDEO

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Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, ha analizzato la Juventus attraversando passato, presente e prospettive future del club – VIDEO

Nel nuovo appuntamento di Tribuna Juve sul canale YouTube di Juventus News 24, il giornalista Paolo Rossi ha intervistato in esclusiva Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, per fare il punto sui temi più caldi dell’universo bianconero. Dalla celebrazione dei trent’anni della Champions del 1996 all’analisi dell’“anima” ritrovata dalla squadra, passando per il futuro di Spalletti, la corsa al quarto posto e le strategie di mercato estive: ecco i passaggi più significativi dell’intervista.

GUARDA QUI Il VIDEO COMPLETE SU YOUTUBE

IL LIVE PODCAST SULLA CHAMPIONS 1996«Per i trent’anni della Coppa dei Campioni del 22 maggio 1996 dovevamo fare qualcosa. Ho pensato a un ciclo di interviste con tutti gli eroi di Roma, ma poi mi sono detto che era un privilegio da condividere con i lettori e con chi quell’anno se lo ricorda, o con chi vuole viverlo attraverso la voce dei protagonisti. Così le interviste sono diventate pubbliche, dei live podcast: giovedì 5 marzo alle 20 saremo da Edit a Torino. I posti sono quasi esauriti, l’ingresso è gratuito ma bisogna prenotarsi. L’idea è ricordare quella stagione, spiegare cosa significava essere un giocatore della Juventus e costruire una memoria collettiva, anche perché questi contenuti verranno caricati su YouTube come una sorta di biblioteca bianconera. Non sarà solo un’operazione storica, perché parlando con protagonisti come Ravanelli si finisce inevitabilmente anche sull’attualità. Lui segue tantissimo la Juve ed è ancora molto legato all’ambiente. Credo che il pensiero di una grande Juventus, di una Juventus in cui il senso di appartenenza era fortissimo, possa anche ispirare la squadra attuale, che oggi è in una fase di ricostruzione» 

L’ANIMA JUVE: «L’anima di una squadra è qualcosa di molto composito. La Juve ha ritrovato un’anima agonistica, ha ritrovato l’orgoglio di difendere il proprio onore, sia quello dei singoli sia quello della squadra. Ha capito che la Juventus non può perdere in certi modi e non può essere eliminata in certi modi. Il 5-2 di Istanbul, per esempio, è stata una sconfitta brutta, poco consona a una grande squadra e poco consona alla Juventus. Trovare l’anima non significa essere già diventati una grande squadra, perché i limiti tecnici restano. Rimane una squadra costruita male e ancora incompleta. Però Spalletti è riuscito a far capire a ogni giocatore che, in ogni caso, rappresenta una grande squadra e deve comportarsi da grande squadra. Questa è l’anima: quella che ti consente di rialzarti, di non arrenderti, come contro la Roma, e di fare in modo che i tifosi possano dire che la squadra ha dato tutto. Poi naturalmente c’è un problema di qualità della squadra, ed è un problema che va risolto con il mercato di giugno. Il mercato estivo non può essere sbagliato. Oltre all’anima servirà anche il carattere dei nuovi giocatori. Ma questa consapevolezza, questa maggiore comprensione di cosa significhi essere giocatori della Juve, secondo me è stata acquisita negli ultimi mesi» 

TIFOSI E SPALLETTI«Secondo me la Juventus e il suo popolo sono vittime di una narrazione un po’ distorta sull’ossessione di vincere subito. Certo, la Juve deve tornare a vincere, ma i tifosi non sono ossessionati solo dal risultato. Non vengono da decenni di digiuno: arrivano da nove scudetti consecutivi in tempi relativamente recenti. Il problema è vedere una squadra con un’identità, una squadra in cui possano riconoscersi. I tifosi vogliono una squadra con un animus pugnandi, una squadra che li renda orgogliosi. In questo momento riconoscono questo a Spalletti, ed è per questo che vogliono essere sicuri che resti alla Juve. Sarebbe fondamentale proseguire questo percorso per arrivare poi, naturalmente, alla vittoria. La Juve senza vittoria non può esistere, ma in questi anni i tifosi erano soprattutto delusi da come la squadra perdeva, non solo dall’assenza di trofei. Secondo me, per i tifosi, oggi Spalletti è prioritario su tutto. Però bisogna stare attenti: il quarto posto, per come funziona il calcio di oggi, è indispensabile per recuperare risorse economiche e tornare competitivi. Quindi anche il quarto posto resta una priorità fondamentale. È vero che i tifosi ragionano più col cuore che col portafoglio, ma il piazzamento Champions resta decisivo per il futuro. Anche perché, parliamoci chiaro, in Champions ultimamente non c’è trippa per le italiane. Mi sembra che sia molto complicato per una squadra italiana affacciarsi soltanto ai quarti di finale. Adesso abbiamo l’Atalanta che tiene alta la nostra bandiera ma la verità è che comunque l’Atalanta è destinata a uscire perché sappiamo i valori tecnici non le consentiranno di andare molto avanti. L’ultima Champions l’abbiamo vinta nel 2010 come italiane. Ultimamente abbiamo fatto anche delle brutte figure come l’Inter L’anno scorso in finale» 

LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA INTEGRALE A VACIAGO SU JUVENTUSNEWS24

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