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Vignato: «Mi voleva il Barcellona, ma ho scelto Bologna. Vi dico chi sono i miei idoli»

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Il giovane attaccante del Bologna Emanuel Vignato, classe 2000, si è raccontato ai microfoni della Gazzetta dello Sport

Il giovane attaccante del Bologna Emanuel Vignato, classe 2000, si è raccontato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, ecco le sue parole.

DOPO 3 ASSIST –«Ho tenuto la mia maglia. La mamma mi ha detto di portarla a casa»

BRASILIANO – «Il mio stile di gioco»

SINISA – «All’inizio contro la Fiorentina ho fatto fatica. Poi lui mi ha detto di provare la giocata, puntare l’uomo, avere l’idea pronta. Lui i giovani non dice di farli giocare. Lui li fa giocare»

PALACIO – «Persona fantastica. In campo insegna, ti consiglia come fare e quando farlo: il modo, poi, in cui a 39 anni si allena ti spiega tutto di lui. Fuori dal campo è una bellissima persona»

BARCELLONA – «È vero: il Barça si era interessato a me, ma alla fine ho preferito il Bologna. Perché? Era il giusto e graduale step da fare»

RUOLO – «I ruoli offensivi, fra giovanili, nazionali e prima squadra, li ho coperti tutti: punta, punta esterna a destra e sinistra, nel Chievo sia in B che in A ho fatto il trequartista dietro 2 punte»

TOTTI – «No, perché poi ha smesso… Quel giorno esordii in A: Chievo-Roma del 2017, pre gara, io mi scaldo Totti mi fa: “E tu chi sei?”. Un ragazzo della Primavera, Emanuel Vignato, un 2000. “Sembra che tu abbia 12 anni. Te ne puoi prendere dieci dei miei?” Indimenticabile»

IDOLI – «Ho visto video su video: adoro Coutinho e Neymar perché sono brasiliani. Chi altro studio? De Bruyne»

SOGNO – «Fare grandi passi col mio Bologna e, un giorno, magari riuscire a giocare la Champions. Se non avessi sfondato col calcio magari avrei provato col tennis. Sono bravino. Idolo? Federer»