Ecco chi è Vincenzo Grifo: statistiche e curiosità sul nuovo convocato di Mancini

Grifo_Friburgo
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Grifo attualmente gioca all’Hoffenheim è nato in Germania da genitori italiani: aveva già giocato con Under 20 e Under 21

Carta d’identità tedesca, nome italianissimo. Vincenzo Grifo è il volto nuovo dell’elenco dei convocati di Roberto Mancini per i prossimi impegni contro Portogallo e U.S.A. Ma chi è Grifo? Nato a Pforzheim 25 anni fa e originario di Naro (provincia di Agrigento), Grifo cresce calcisticamente nella squadra della sua città natale, prima di approdare nel luglio 2011 al Karlsruhe, club della seconda divisione tedesca. Nel luglio 2012 passa a parametro zero all’Hoffenheim, che lo inserisce inizialmente nella rosa della seconda squadra, che disputa la Regionalliga Südwest. Il 19 ottobre 2012 esordisce in Bundesliga nella partita Hoffenheim-Greuther Fürth (3-2), subentrando nel secondo tempo a Takashi Usami.

Nell’estate 2013 viene inserito in prima squadra. Il 2 giugno 2015 passa ufficialmente per 1,5 milioni di euro al Friburgo. Alla prima stagione con il Friburgo mette a segno 14 reti e viene promosso in Bundesliga, competizione nella quale l’anno successivo mette a segno 6 reti. Il 28 maggio 2017 viene acquistato dal Borussia Mönchengladbach, con cui firma un contratto di quattro anni. Dopo una sola stagione trascorsa con il Borussia, l’11 giugno 2018 fa ritorno all’Hoffenheim. In questa stagione, con la maglia biancazzurra, ha messo a segno un gol in cinque presenze.

Grifo ha, tuttavia, già respirato aria di Nazionale. Visto che nel 2013 aveva giocato con la Under 20 e con la Under 21, segnando anche un gol nell’amichevole disputata contro la Svizzera e pareggiata 3-3. Mancini ha deciso di portare nella sua Nazionale un esterno offensivo dotato di ottima tecnica: gioca spesso a sinistra, ma è stato schierato anche diverse volte da trequartista puro. Classe ed eleganza sono il marchio di fabbrica di un giocatore che fa del lancio lungo uno dei proprio punti forti. Specialista anche nei calci piazzati: batte angoli e calci di punizione con grande precisione e può rappresentare una notevole arma in più sulle situazioni da fermo. Tifosissimo dell’Inter, non ha nascosto in passato di essere stato vicino ad indossare la maglia della Lazio: «Mi voleva nel 2012. Mi voleva il ds Tare. Devo dire che quello biancoceleste è un bel club. All’epoca però ero molto giovane e decisi di andare all’Hoffenheim che era vicino a casa mia.Giocavo per il Karlsruhe, e andando all’Hoffenheim potevo restare in zona. Ma chissà, un giorno forse giocherò anche in Italia»