Zaniolo: «Il mister che sa come fare a vincere, abbiamo più possibilità»
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Zaniolo: «Il mister che sa come fare a vincere, abbiamo più possibilità»

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Le parole dell’attaccante giallo rosso, Nicolò Zaniolo, intervistato dalla UEFA in vista della semifinale di Conference League

In vista della semifinale di andata di Conference League contro il Leicester,  Nicolò Zaniolo, ha rilasciato un’intervista a UEFA.com. Queste le sue dichiarazioni.

Riavvolgiamo il nastro e torniamo alla partita contro il Bodo/Glimt, il racconto dei gol. Iniziamo con il primo.
«È stata la partita perfetta. Abbiamo fatto la fase difensiva e la fase offensiva in maniera eccezionale. Per quanto riguarda la tripletta sono molto felice perché ho aiutato la squadra a vincere la partita e passare il turno. Sul primo gol, nello specifico, quando vedi Pellegrini che ti guarda devi soltanto partire perché poi la palla ti arriva…».

È partito anche qualche minuto dopo sul grande assist che ti ha servito Zalewski.
«Anche lì Zalewski ha fatto una grandissima cosa, ha fatto la transizione offensiva perfetta: poi ho visto lo spazio alle spalle del difensore e mi ci sono buttato, devo dire che è stato bravissimo lui a dare la palla e bravo io a concludere».

Bella la conclusione anche in occasione del 4-0, il tuo terzo gol personale.
«Sì, sapevamo che il Bodo avrebbe giocato con la linea difensiva alta e quindi ci avrebbe lasciato molto spazio alle spalle. Quindi avevamo preparato durante l’allenamento ‘palla al terzino, poi scarico al centrocampista e lancio di prima in profondità. Ed è venuta perfettamente!».

Era dal 23 gennaio che non segnava: qual è la prima cosa che le è passata per la mente quando ha segnato il primo gol?
«Il gol non è mai stato la mia ossessione, anche perché preferisco fare una grandissima prestazione e vincere la partita anche non segnando. Per fortuna sono riuscito a fare tre gol e ad aiutare la squadra, quindi sono ancora di più felice. Però non è mai stata una mia ossessione».

È stata la sua prima tripletta nella Roma e anche la sua prima in carriera: l’aveva immaginata così?
«L’avevo sognata così! Non l’avevo immaginata. Stadio pieno, 65mila persone e quarti di finale di una coppa europea, partita decisiva dell’anno. Sì, l’avevo sognata così. Dico la verità, a inizio partita era difficile pensare che potesse succedere, però alla fine ci sono riuscito e sono felicissimo».

Calcisticamente parlando si può definire quella contro il Bodo la notte più bella della sua carriera?
«Sì, direi che è stata una delle notti più belle della mia carriera. A partire dall’esordio al Bernabeu, la doppietta contro il Porto e questa tripletta contro il Bodo sì, sono le tre notti più significative della mia breve carriera, fino ad ora. Anche perché si tratta di tre notti europee».

José Mourinho: come è lavorare con lui, com’è il vostro il vostro rapporto e quali consigli le dà?
«Mourinho è uno dei più bravi allenatori al mondo! Ha inculcato a tutti l’arte del non mollare mai, dell’essere sempre sul pezzo, dell’unirci l’uno per l’altro per portare a casa i risultati. E speriamo di vincere qualcosa con lui. Dal primo giorno che ci siamo riuniti a Trigoria, abbiamo subito lavorato giorno dopo giorno e tassello dopo tassello per provare a fare qualcosa di importante quest’anno. Con il mister che sa come fare a vincere, penso che abbiamo più possibilità».

La semifinale contro il Leicester: che tipo di impegno si aspetta?
«È una semifinale europea. Il Leicester è una squadra forte. Corrono tanto, sono una squadra fisica, la classica squadra inglese. Noi però siamo forti, siamo la Roma, abbiamo dimostrato quest’anno di potercela giocare con tutte: non abbiamo paura, andiamo a giocarci la partita con le nostre carte e con i nostri mezzi».

Che cosa significherebbe vincere un trofeo europeo?
«Sarebbe motivo di grande orgoglio, sarebbe un punto di partenza e non un punto d’arrivo. Per i tifosi significherebbe tantissimo, come per noi! 14 anni di attesa per un titolo sono un po’ troppo tempo. Quindi noi quest’anno ci proveremo a portarlo a casa. Per quanto riguarda il mio rapporto con i tifosi è sempre stato perfetto, eccezionale: sono sempre stati al mio fianco, anche nei momenti brutti degli infortuni. Forse lì ho ricevuto ancora più affetto rispetto a quando gioco: io i tifosi devo soltanto ringraziarli. Saranno sempre nel mio cuore».