Zico: «Udinese sempre nel cuore. Nel calcio di oggi sarei stato scartato»

udinese
© foto Wikimedia Commons

Zico è tornato in Italia, ospite dell’Udinese, e assisterà alla sfida con il Sassuolo di domenica prossima. Il brasiliano ha parlato in conferenza stampa

Zico: «Nel calcio di oggi conta la fisicità, io sarei scartato» – 18 febbraio

Zico idolo assoluto dei tifosi dell’Udinese è tornato in Italia. Nell’occasione ha rilasciato un’intervista nella quale si è parlato come detto di diversi temi. Tra questi gli aspetti generali del calcio odierno: «Oggi conta essere grandi e grossi. L’aspetto atletico ha preso il primato, con questi parametri probabilmente sarei stato scartato a 13 anni. Il Mondiale a 48 squadre non ha senso, in Fifa è cambiato poco o niente le facce rimangono sempre quelle. I campionati minori esteri come quello indiano e quello cinese sono ancora distanti anni luce. Non basta comprare i giocatori bravi per creare un movimento serio».

Zico parla in conferenza stampa dopo il suo ritorno in Italia

Arthur Antunes Coimbra, meglio noto come Zico, ex Udinese, è in Italia per assistere alla sfida tra Udinese e Sassuolo. L’ex fenomeno brasiliano ha parlato in conferenza stampa della sua avventura in Italia, dei friulani, ma anche di tanto altro. Queste le parole di Zico: «Tornare qui a Udine è stupendo: sono colmo di felicità e gioia. Sono di nuovo qui. Cerco di seguire sempre l’Udinese. Ho visto le partite dell’Udinese contro la Roma e l’Inter. Quando posso, compatibilmente con l’orario, seguo sempre i bianconeri Flamengo, Kashima e Udinese sono le mie tre squadre del cuore. Il ricordo più bello? La presentazione in piazza. Non mi aspettavo tutto quel calore. Indimenticabile! Nel 1983 il giocatore non sceglieva. Oggi è diverso. Il Flamengo rifiutò l’offerta del Milan. Venni qui grazie a Edinho e Dal Cin Scudetto con l’Udinese? La mia mentalità è sempre stata impostata alla ricerca della vittoria: io giocavo per vincere. Dopo un’amichevole vinta con il Real un compagno mi disse “Ora dobbiamo vincere lo Scudetto” Io risposi “Sono venuto qui per quello”. Ma non si vince uno Scudetto soltanto dentro il rettangolo verde, ma anche fuori: ci sono tanti fattori che influiscono sui risultati. La storia del calcio parla di chi vince, vero, ma il mio legame con i tifosi è qualcosa che va oltre il risultato. Ho imparato l’arte del lavoro dai miei genitori: penso che sia per questa mia dedizione che la gente mi abbia rispettato così tanto. Di Natale? L’ho incontrato qualche anno fa: per me è stato il migliore nella storia dell’Udinese. Avrebbe meritato uno Scudetto I 50 anni di Baggio? Per me è e sarà sempre uno dei migliori del calcio italiano: l’Italia gli deve molto. La Juventus? Può vincere la Champions».