Le parole di Jorge Valdano, ex calciatore del Real Madrid, sulla finale di Champions League contro il Borussia Dortmund
Jorge Valdano, oltre a essere un ex giocatore che ha vinto il Mundial nel 1986, è un raffinatissimo scrittore di calcio, dalle ampie conoscenze e dalla capacità di raccontarle. Ex Real Madrid, conosce l’anima del suo club. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport.
IL REAL MADRID NON PERDE MAI LE FINALI – «La testimonianza del fatto che i giocatori del Madrid si sono imbevuti della leggenda, e i loro rivali pure. E la leggenda va difesa con unghie e denti perché non si sa mai quando finisce: non bisogna dimenticare che la squadra più gloriosa della Champions è stata 32 anni senza vincerla. La storia insegna tante cose, e per questo è meglio osservarla nella sua interezza e non fermarsi solo agli ultimi anni».
IL REAL DI OGGI – «In questo momento mi vengono in mente tre cose. La prima è che nel Madrid tutti sanno chi comanda. Florentino ha un potere enorme e sa come usarlo. E la gente gli concede cose che non avrebbe concesso ad altri presidenti: penso all’addio di Ronaldo o di Ramos, decisioni di peso che al momento hanno generato commozione ma che non hanno modificato lo spirito della squadra. La seconda è il punto più strategico: il Madrid sa lavorare a medio e lungo termine. Carlo si occupa del quotidiano e il club pensa alle stagioni successive e la cosa sta dando grandi risultati all’interno di un calcio molto legato al senso dell’immediato, pietra di paragone pericolosa e fuorviante. La terza: una cultura fatta di esigenza che fa sì che i giocatori siano sempre concentrati e competitivi».
ANCELOTTI – «Carlo è la cosa migliore che poteva capitare al Real. Un club serio ha come conduttore un uomo che non sbaglia mai una dichiarazione, che proietta un sorriso su tutto il club e che non solo è rispettato ma è amato dai suoi giocatori».