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Di Natale si racconta: «Ho sposato l’Udinese per 12 anni, fosse rimasto Sanchez potevamo vincere lo Scudetto. Il no alla Juve e c’era un giocatore che mi assomigliava…»

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Di Natale

Di Natale, bandiera dell’Udinese, si è raccontato in questa intervista a Sportitalia. Le sue dichiarazioni tra presente e passato

Intervistato da Sportitalia, Totò Di Natale ha ripercorso così la sua lunga carriera, con la maglia dell’Udinese tatuata sulla sua pelle.

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RIMPIANTI «Ho sposato il progetto Udinese per 12 anni. Orgoglioso di quello che ho fatto: vinto due volte la classifica cannonieri, poi un Mondiale e un Europeo. Tutto il resta è noia. Ho un bel rapporto con la famiglia Pozzo: sono contento così. Il presidente mi chiamava tutte le sere. Con Guidolin mi divertivo: un grande allenatore, il mister è stato per noi un riferimento».

SCUDETTO CON L’UDINESE«Se fosse rimasto Sanchez (al Barcellona, ndr.) ci potevamo giocare le chance di vincerlo. Eravamo troppo forti».

NO ALLA JUVE – «Avevo comprato una scuola calcio a Udine. La parola vale di più dei soldi, ho fatto una scelta di vita. Stavo bene a Udine. Avevo 32 anni, mi avevano venduto a 7-8 milioni, alla Juve mi avrebbero fatto 4 anni».

UN DI NATALE NEL CALCIO MODERNO «Insigne mi assomigliava, le caratteristiche simili alle mie. Negli ultimi anni non c’è, facciamo fatica».

CHI VINCE LO SCUDETTO«Te lo dico a marzo, a oggi l’Inter. Ma occhio alla Juve. Spalletti? Sta facendo vedere il valore che ha, ha dimostrato di essere un fenomeno! Il Napoli di Conte fa fatica? Hanno tanto infortunati, poi fino alla fine se la può giocare».

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