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Caso Vinicius Prestianni, Lilian Thuram attacca Mourinho: «È un piccolo uomo! Nelle sue parole superiorità e narcisismo bianco»
Caso Vinicius Prestianni, Lilian Thuram attacca Mourinho: «È un piccolo uomo! Nelle sue parole superiorità e narcisismo bianco». Le dichiarazioni
Le tensioni tra Gianluca Prestianni, giovane talento del Benfica, e Vinicius Jr, stella brasiliana del Real Madrid, accendono il dibattito internazionale. Dopo le accuse di razzismo, il tecnico portoghese José Mourinho ha assunto una posizione dubbiosa, criticando l’esultanza provocatoria dell’attaccante dei Blancos.
Questa reazione ha scatenato l’indignazione di Lilian Thuram, ex difensore della Juventus e padre dei calciatori Marcus e Khéphren. L’attivista francese ha accusato l’allenatore di mancare di umiltà e di colpevolizzare la vittima, definendo patetico il tentativo di legare l’insulto razzista al comportamento in campo. Secondo l’ex campione del mondo, simili analisi impediscono una reale unità contro le discriminazioni nel calcio. Queste le sue dichiarazioni a L’Equipe.
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PAROLE – «La natura delle sue parole dice molto sul perché non si va avanti. Mourinho è un grande allenatore, con una carriera eccezionale, ha lavorato con molti giocatori neri nella sua vita e questo non gli impedisce, primo, di dubitare della veridicità dell’atto razzista e, secondo, di interrogarsi sulla responsabilità della vittima (Vinicius) per il modo in cui ha festeggiato il goal. Ma come può dire una cosa del genere? Ma chi è lei, signor Mourinho, per permettersi di decidere cosa Vinicius ha il diritto di fare o non fare? In questo giudizio c’è un sentimento di superiorità e di narcisismo bianco.
L’atto di razzismo di cui è stato vittima Vinicius non è legato al suo comportamento, ma al colore della sua pelle. Pensate che i bambini vittime di atti razzisti a scuola o nel calcio lo siano per il loro comportamento? No. Allora cosa dovrebbero fare? Che Vinicius e i bambini vadano a giocare con un altro colore della pelle? Mourinho suggerisce che possa essere, in qualche modo, colpa di Vinicius. Che in fondo se la sia cercata. E’ di una violenza totale. Questo sentimento di superiorità che alcune persone bianche hanno impedisce loro di mettersi al posto delle vittime. Servirebbe più umiltà. E come si può non prendere in considerazione ciò che dicono i giocatori? Allora è questo: Vinicius è pazzo, ha inventato un insulto ed è corso dall’arbitro? Anche Mbappé l’ha sentito, quindi è pazzo pure lui? I neri sono pazzi, è questo? Sono paranoici e inventano storie…
Quando Mourinho cerca di farci credere che Vinicius sia responsabile del razzismo che subisce, è patetico. Con questa analisi diventa una piccola persona, un piccolo uomo. Finché ci saranno comportamenti come questo, non saremo tutti uniti nella lotta. Ed è anche questa la storia del razzismo. Mourinho non analizza l’atto razzista come uomo, ma come uomo bianco. Non siamo obbligati a pensare attraverso il colore della pelle».