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Sacchi sulle italiane ai playoff di Champions: «Le partite d’andata ci hanno detto una cosa. Juve? Tanti passi indietro! L’assenza di Lautaro non peserà per un motivo»

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Arrigo Sacchi

L’ex allenatore, Arrigo Sacchi, ha detto la sua sulle sconfitte rimediate da Inter, Juve e Atalanta nell’andata dei playoff di Champions League

In un 2026 che ha visto le nostre “tre sorelle” barcollare pesantemente nelle gare d’andata dei playoff di Champions League, Arrigo Sacchi non accetta l’idea di un funerale anticipato. Per lui, il calcio è come la vita: una questione di distanze, coraggio e, soprattutto, di quel “gioco” che spesso viene sacrificato sull’altare dell’individualismo. Ecco le sue riflessioni espresso sulle colonne della Gazzetta dello Sport.

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IL MANTRA DELLA SPERANZA – «Come si dice in questi casi? Crederci sempre, mollare mai. Rientra nel comportamento del perfetto sportivo. Guardate che cosa è successo alle Olimpiadi: atleti che, magari, partivano sfavoriti, dopo una grande rimonta si sono presi la medaglia d’oro e altri che erano sicuri di vincere sono rimasti giù dal podio. Capita. In questo caso, la penso come Boskov che diceva: partita finita quando arbitro fischia. E qui ci sono ancora le sfide di ritorno da disputare, quindi c’è spazio per la speranza».

LA JUVENTUS – «Spalletti ha detto che la Juve, in Turchia, ha fatto tre passi indietro: è stato generoso. Io di passi indietro ne ho visti di più. Ma adesso non è questo il punto su cui focalizzare l’attenzione. L’ambiente si deve compattare, gli egoismi si devono mettere da parte e credo che, se la Juve gioca come ha fatto contro l’Inter prima dell’espulsione di Kalulu, ce la possa fare. Non è semplice recuperare tre gol, ma io sono convinto che, magari con un gol subito in avvio di partita, l’impresa ci possa stare».

L’UOMO SU CUI PUNTARE PER L’IMPRESA BIANCONERA – «Uno solo: il gioco. Basta con la nostra abitudine di cercare sempre il salvatore della patria. È il gioco a fare la differenza, le partite dell’andata l’hanno dimostrato. E Spalletti, alla Juventus, un gioco l’ha dato: solo che a volte i suoi ragazzi se lo dimenticano».

L’INTER NON È MESSA BENE – «Verissimo, ma io penso che nella sconfitta dei nerazzurri un ruolo notevole lo abbiano giocato gli aspetti ambientali: il freddo e il campo sintetico. A San Siro sarà un’altra musica».

L’ASSENZA DI LAUTARO – «Ci sarà Pio Esposito? Sì? E allora si può stare tranquilli, l’attacco è ben coperto. Piuttosto, mi preme che la difesa e il campo non concedano quelle ripartenze che sono state letali lassù in Norvegia. Se vince con due reti di scarto l’Inter va ai supplementari e, a mio avviso, tra i nerazzurri e il Bodo, per quanto i norvegesi mi abbiano impressionato positivamente, due gol ci stanno tutti. Cosa fondamentale: non farsi prendere dalla frenesia, farsi trascinare dal pubblico, ma senza mai perdere i riferimenti e le giuste distanze in mezzo al campo. Questa sfida si vince in mezzo, credetemi».

L’ATALANTA – «Qui è necessaria una premessa. L’Atalanta ha perso 2-0 in casa di un club che frequenta abitualmente la Champions League e attualmente è secondo in Bundesliga. Secondo me, il Borussia Dortmund è superiore, però i bergamaschi sono… bergamaschi. E quindi hanno carattere, si sacrificano, lottano, combattono. Devono aggredire dal primo all’ultimo minuto. Il pressing, contro il Dortmund, può essere l’arma vincente. A patto che venga fatto bene, e non soltanto sporadicamente».

UN’ELIMINAZIONE DI MASSA… «Non voglio pensarci, perché ragionare in termini negativi non aiuta. Le partite d’andata hanno detto che siamo indietro rispetto alle squadre straniere, ma aspettiamo quelle di ritorno prima di fare il funerale. Gli italiani, intesi come popolo, nei momenti di difficoltà riescono a tirare fuori risorse impensabili. Lo dice la storia, non solo quella calcistica».

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