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Dimissioni Gravina, uno scenario sempre più concreto dopo una notte di riflessioni: due i nomi in pole per sostituirlo!
Dimissioni Gravina, uno scenario sempre più concreto dopo una notte di riflessioni: due i nomi in pole per sostituirlo! Occhio al futuro della FIGC
Il futuro di Gabriele Gravina alla guida della FIGC appare sempre più in bilico. Dopo la pesantissima delusione per la mancata qualificazione dell’Italia al terzo Mondiale consecutivo, il presidente federale avrebbe maturato con crescente convinzione l’idea di fare un passo indietro e rassegnare le dimissioni. Una scelta che segnerebbe una svolta profonda ai vertici del calcio italiano, arrivata al termine di ore di riflessione molto intense dopo la notte di Zenica.
Nelle ore immediatamente successive alla partita contro la Bosnia, Gravina aveva rinviato ogni valutazione al prossimo Consiglio federale, senza mettere apertamente in discussione la propria posizione. Adesso, invece, il quadro sarebbe cambiato. Sempre secondo la rosea, il numero uno federale vorrebbe chiarire la propria posizione e assumersi le responsabilità del momento, ma anche far emergere quelle di un sistema che considera coinvolto a più livelli nella crisi del calcio italiano. Per questo motivo avrebbe deciso di anticipare i tempi, incontrando già nelle prossime ore i vertici delle componenti federali, tra Leghe e associazioni di categoria.
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FIGC, cosa succede se Gravina si dimette
Nel caso in cui le dimissioni venissero formalizzate, Gravina resterebbe comunque in carica in regime di prorogatio, così come il Consiglio federale, fino alla convocazione di una nuova assemblea elettiva. La Gazzetta dello Sport spiega che il nuovo presidente dovrebbe essere eletto entro 90 giorni, con candidature da presentare entro 40 giorni dal voto. In questo scenario, verrebbe di fatto esclusa l’ipotesi di un commissariamento, considerata tecnicamente poco praticabile.
Dopo Gravina, i nomi per il futuro della federazione
Intanto iniziano già a circolare i primi nomi per l’eventuale successione. Tra le ipotesi emerse c’è quella di Giovanni Malagò, che secondo La Gazzetta dello Sport sarebbe oggi il profilo più accreditato nei primi sondaggi interni ai palazzi del calcio. Più defilata, invece, la pista che porta a Giancarlo Abete. Sullo sfondo restano anche le tensioni con il mondo politico, accentuate dalle dure parole del ministro Andrea Abodi, ma la scelta di Gravina, sempre secondo la ricostruzione della rosea, sarebbe maturata in piena autonomia. Ora il calcio italiano aspetta soltanto il verdetto definitivo.