Hanno Detto
Moggi convinto: «Vogliono fare le scarpe a Marotta perché è il più bravo, come fecero con me. Rispetto a Calciopoli lui ha una società alle spalle»
L’ex dirigente della Juve, Luciano Moggi, interviene sul caso arbitrale esploso in Serie A e prende le difese del presidente dell’Inter Marotta
Luciano Moggi, ex dirigente della Juventus, è tornato a parlare del calcio italiano in un’intervista concessa a Libero, soffermandosi sull’attuale inchiesta arbitri e sui possibili riflessi politici all’interno del movimento. L’ex dirigente ha tracciato un parallelo con Calciopoli, prendendo però le parti di Beppe Marotta, presidente dell’Inter, che al momento non risulta indagato, così come gli altri dirigenti dei club di Serie A e Serie B.
Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano
MAROTTA – «Vogliono fare le scarpe a Marotta. Perché è il più bravo: hanno fatto lo stesso con me». Secondo Moggi, il presidente nerazzurro sarebbe finito al centro di un clima ostile proprio per la sua capacità gestionale e per i risultati ottenuti. L’ex dirigente vede una somiglianza tra quanto accaduto negli anni di Calciopoli e ciò che sta emergendo oggi attorno al sistema arbitrale.
DIFFERENZE CON CALCIOPOLI – «Sa la differenza che c’è tra me e Marotta? La differenza che c’è tra Calciopoli e il caos di questi giorni è che Marotta ha una società alle spalle». Con queste parole, Moggi ha lasciato intendere di essersi sentito isolato ai tempi della sua uscita dal calcio italiano, mentre Marotta potrebbe contare oggi sulla protezione e sul sostegno della struttura societaria dell’Inter.
ROCCHI – «Lo conosco bene e le dico che è un galantuomo, una persona che non guarda in faccia nessuno, né il padre, né la madre. E se rimprovera un arbitro di aver preso delle decisioni sbagliate, ha pienamente ragione. Non posso conoscere i particolari dell’inchiesta, però Rocchi è una persona integerrima e di questo sono certo». Moggi ha così difeso anche Gianluca Rocchi, capo designatore arbitrale, pur precisando di non conoscere i dettagli dell’indagine.
CLIMA NEL CALCIO ITALIANO – «Di sicuro c’è un’aria particolare, si respira qualcosa come ai miei tempi. Prima di tutto devono eleggere il presidente federale, quindi c’è uno scontro tra diversi gruppi di interesse. Poi si ricorda quando volevano far fuori i designatori, Bergamo e Pairetto, perché erano in carica da troppi anni?». Per Moggi, dietro le tensioni attuali ci sarebbe anche una partita di potere legata al futuro della FIGC.