Hanno Detto
Intervista a Mirko Vucinic: «Lecce-Juve sfida decisiva. Lo scambio con Guarin? Thohir cambiò idea»
L’ex bianconero e giallorosso analizza il campionato: il rapporto con Spalletti, la lotta Champions della Juventus e il segreto della salvezza del Lecce
Lecce-Juventus è la partita di Mirko Vucinic. Nel Salento è arrivato diciassettenne nel 2000, scoperto da Pantaleo Corvino, diventando in pochi anni un idolo assoluto. Nel decennio successivo ha poi vinto in bianconero tre scudetti consecutivi, due Supercoppe Italiane e ha messo in mostra tutto il suo talento. Tuttosport ha raccolto le sue parole, oggi che è diventato il CT del suo Montenegro.
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IL SUO MOMENTO «È un grande orgoglio. Allenare la mia nazionale era un sogno. Amo il Montenegro, è nel mio sangue. Adesso abbiamo la Nations League davanti e vogliamo farci trovare pronti. Non partiamo favoriti, ma possiamo dire la nostra».
IL MONTENEGRO «Una squadra che lotta. Non siamo tra le prime nel ranking, ma questo non significa nulla in campo. Voglio un gruppo compatto, con identità. Quando indossi quella maglia devi dare tutto».
LECCE-JUVENTUS «Partita difficilissima per il Lecce. Battere la Juve non è mai semplice. I giallorossi dovranno dare il 100%, forse anche di più. E non è detto che basti, perché la Juventus è una squadra fortissima e sta lottando per la Champions. Verranno a Lecce per prendersi i punti».
PRONOSTICO CHIUSO «Nel calcio mai. Il Lecce ha dimostrato di avere carattere. Ma contro certe squadre devi essere perfetto».
LA SUA JUVE «Con quei colori addosso ho vinto il mio primo scudetto. Se ci penso sono trascorsi diversi, una gioia e una soddisfazione che mi porterò dietro per sempre. Tutto il mondo Juve attendeva da un po’ di tempo quel tricolore e quando è arrivato, in quella storica serata di Trieste, ce lo siamo goduti tutti insieme fino alla fine».
LA TRATTATIVA CON L’INTER «Avevo già svuotato l’armadietto a Vinovo e salutato i compagni, quando un’insurrezione popolare del tifo nerazzurro indusse il patron dei milanesi, Thohir, a tornare sui suoi passi. Non se ne fece più nulla. Ricordo che mancava solo la firma, ma alla fine sono felice per come è andata. Restai a Torino fino a fine stagione, giusto in tempo per conquistare il terzo Scudetto consecutivo».
LA JUVE DI OGGI «È una grande squadra, costruita per vincere. Anche quando non segna tanto, resta pericolosa. Ha qualità, esperienza e mentalità. E nei momenti decisivi difficilmente sbaglia. Battere la Juve non è mai semplice. I bianconeri stanno lottando per andare in Champions. La Juventus farà di tutto per conquistare punti nel Salento. Come ho detto in precedenza sarà una partita combattuta da entrambe le parti perché la classifica parla chiaro: ai giallorossi occorrono punti salvezza, ai bianconeri punti Champions. La tensione sarà alta».
SPALLETTI «Tutto il mondo lo conosce. È un fenomeno. Ha preso la squadra in un momento complicato e ha fatto subito punti, giocando anche un bel calcio. Non è solo un vincente, è uno che dà identità».
CORVINO «Un grande direttore. Ha occhio, esperienza. Non ha scoperto solo me o Krstovic, ma tanti giocatori importanti. Sa costruire squadre con idee chiare».
IL LECCE SEGNA POCO «Non è semplice. Ma vale anche per la Juve, se ci pensi. Il punto è un altro: essere decisivi quando conta. A Pisa i gol li hanno fatti gli attaccanti, e questo è un segnale».