Calcio Estero
La Sla lo porta via a 49 anni: addio all’ex nazionale
La triste notizia scuote il mondo del calcio: il difensore, ex nazionale, è morto a 49 anni. Era da tempo malato di Sla
Ci sono notizie che superano il calcio. Che mettono in secondo piano risultati, classifiche e trofei. Quando se ne va un uomo che ha combattuto per anni contro una malattia devastante, il pallone diventa quasi un dettaglio.
Nelle ultime ore il calcio greco si è fermato per salutare Paraskevas Antzas, ex difensore della Nazionale ellenica e dell’Olympiakos, morto a soli 49 anni dopo una lunga battaglia contro la SLA, la sclerosi laterale amiotrofica.
Una malattia che negli ultimi mesi aveva aggravato in modo drammatico le sue condizioni di salute. Per chi ha seguito il calcio europeo tra gli anni Novanta e Duemila, Antzas era un volto conosciuto.
Difensore centrale vecchio stampo, forte fisicamente, difficile da superare nei duelli e dotato di una leadership naturale che gli aveva permesso di diventare uno dei riferimenti del calcio greco della sua generazione.
Antzas, una carriera costruita tra Olympiakos e Nazionale
La parte più importante della sua carriera è stata legata all’Olympiakos. Con la maglia biancorossa ha conquistato sette campionati greci e tre Coppe nazionali, diventando uno dei protagonisti di un ciclo che ha dominato il calcio ellenico per oltre un decennio.
Ha disputato anche numerose partite in Champions League, confrontandosi con alcuni dei migliori attaccanti europei dell’epoca. Parallelamente è arrivata anche la Nazionale. Con la Grecia ha collezionato 26 presenze, partecipando agli Europei del 2008.

Non riuscì invece a far parte della storica spedizione che conquistò l’Europeo del 2004, nonostante avesse contribuito al percorso di qualificazione.
La malattia e il dolore della famiglia
La SLA gli era stata diagnosticata circa un anno e mezzo fa. Da allora le sue condizioni sono progressivamente peggiorate fino al ricovero in terapia intensiva nell’ospedale della sua città natale, Drama, dove si è spento il 25 maggio.
A colpire particolarmente sono state le parole della madre, che ai media greci ha raccontato il dolore vissuto dalla famiglia durante gli ultimi mesi. Ha descritto il figlio come “un ragazzo d’oro” e ha spiegato come la malattia abbia cambiato completamente la sua vita in pochissimo tempo.
Parole che restituiscono tutta la sofferenza di una battaglia combattuta lontano dai riflettori. L’Olympiakos, la federazione greca e l’UEFA hanno voluto ricordarlo con messaggi di cordoglio. Tutti hanno sottolineato lo stesso aspetto: oltre al calciatore, se ne va una persona molto rispettata da compagni, avversari e tifosi.