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Come stanno Yildiz e Calhanoglu? La rivelazione del ct Montella spiazza tutti!

mauro.pioli

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Kenan Yildiz Turchia

Montella parla di Yildiz e Calhanoglu: «Negli ultimi mesi hanno giocato poco per qualche problema fisico, non so che tenuta potranno avere»

Alla vigilia di un appuntamento che la Turchia attende da 24 anni, Vincenzo Montella racconta emozioni, ambizioni e insidie di un Mondiale che il Paese vive come un ritorno alla storia. Il ct azzurro‑rosso descrive una squadra carica ma consapevole delle difficoltà del girone D, aperto nella notte italiana dal netto successo degli Stati Uniti sul Paraguay.

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«Alla vigilia di un’attesa lunga 24 anni, siamo emozionati e fiduciosi, conosciamo le insidie che possono esserci. Siamo in un girone molto equilibrato, sarà il campo a dare le risposte, ma tutte e 4 possono ambire ai sedicesimi». Parole che fotografano lo stato d’animo di una nazionale pronta al debutto: domenica mattina, alle 6 italiane, la Turchia affronterà l’Australia a Vancouver, in un match che si preannuncia complicato.

Montella potrà contare su Calhanoglu e Yildiz, seppur non al meglio dopo i recenti problemi fisici. «Negli ultimi mesi hanno giocato poco per qualche problema fisico, non so che tenuta potranno avere», ammette il ct, che però non rinuncerà ai suoi due talenti. Al suo fianco, in conferenza stampa, proprio il centrocampista dell’Inter, concentrato sugli Socceroos.

Un girone equilibrato e una nazione che sogna

Montella insiste sulla competitività del gruppo: «Penso che sia un girone davvero equilibrato e tutte e quattro le squadre possono superare la fase a gironi. Onestamente non credo che nessuna squadra sia più forte o più debole delle altre».

Da tre anni alla guida della Turchia, il tecnico italiano ha imparato a conoscere la passione di un Paese che vive il calcio come identità collettiva. E lo ricorda con parole che trasmettono appartenenza e responsabilità: «La Coppa del mondo è qualcosa che aspettiamo da 24 anni. C’è tanta emozione e fiducia nel fatto che ora faremo bene. Siamo consapevoli della sfida che ci attende, ma vogliamo godercela e fare in modo che la nazione sia orgogliosa di noi. Sento questa responsabilità e so che dobbiamo dare il massimo. La sento ancora di più perché per me questo Paese è come una seconda casa e la mia passione per la squadra è totale».


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