Il tecnico spagnolo è il grande protagonista del progetto lariano: dal mercato ai risultati, Fabregas guida una squadra già capace di stupire in Champions League
Il Como continua a conquistare consensi in Italia e in Europa. Dopo la straordinaria vittoria per 4-1 contro il Lipsia all’esordio in Champions League, l’attenzione si è concentrata soprattutto su Cesc Fabregas, considerato il vero motore del progetto biancoblù.
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L’ex centrocampista spagnolo non è soltanto l’allenatore della squadra, ma anche una figura centrale nelle strategie societarie. Secondo quanto riportato da La Stampa e Corriere della Sera, Fabregas ha un ruolo decisivo nelle scelte di mercato, con l’ultima parola sui giocatori da acquistare e sulla costruzione della rosa.
Il club si affida anche al supporto dell’agenzia di scouting Jamestown Analytics di Bloom, ma è proprio Fabregas a trasformare i dati in decisioni concrete. Il presidente Mirwan Suwarso lo ha definito “il Cruyff del Como”, sottolineando il peso dell’allenatore spagnolo all’interno del progetto.
Como, il progetto Fabregas tra mercato e investimenti
Dal 2023 la proprietà ha investito circa 406 milioni di euro sul mercato, una cifra che ha portato anche a un aumento importante dei costi di gestione. Il bilancio del club è passato da circa 30 milioni a 140 milioni di euro di costi stagionali.
Negli ultimi anni il Como ha registrato perdite aggregate per circa 217 milioni di euro, con un rosso record di 132 milioni nel bilancio chiuso al 30 giugno 2025. La proprietà dei fratelli Hartono ha quindi sostenuto il percorso con circa 390 milioni di euro di versamenti.
Sul fronte Fair Play Finanziario UEFA, il club potrebbe arrivare a un settlement agreement nei prossimi anni.
Como, Douvikas e Capello esaltano il lavoro di Fabregas
Il centravanti greco Tasos Douvikas ha raccontato l’approccio dell’allenatore spagnolo dopo la grande vittoria europea.
LA FILOSOFIA DI FABREGAS – «Non ha cambiato il modo di preparare la partita, e questo credo sia una cosa molto importante che ci tiene sul pezzo. Come sempre ci ha chiesto coraggio, attenzione e la personalità di giocare come sappiamo. Vuole che siamo aggressivi, che giochiamo con intelligenza, e soprattutto che giochiamo con la palla, che imponiamo il nostro gioco, che deve essere la cosa più importante».
Anche Fabio Capello, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha sottolineato le qualità del tecnico.
LA CRESCITA DEL COMO – «C’è ancora da lavorare e non lo dico solo io, l’ha detto anche Fabregas. Io al Como chiedo molto perché credo molto in questa squadra, in Fabregas e nei giocatori. Ma voglio vedere il Como giocare più veloce, come l’anno scorso».
Capello ha poi evidenziato la capacità dell’allenatore di adattarsi alle esigenze delle partite: «Cambia la tattica e i giocatori, non dice ‘noi siamo questi, giochiamo così e basta’. No, quando vede che c’è bisogno di aggiungere difensori lo fa e non si vergogna: è segno di intelligenza».
Il Como punta ora a confermarsi ai massimi livelli: una crescita che passa dalle idee di Fabregas, il principale artefice della nuova dimensione europea del club.