Pioli rompe il silenzio: «Ho sete di rivincita, alla Fiorentina ho sbagliato io». E sul Milan: «È stato l’apoteosi del nostro percorso»
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Pioli rompe il silenzio: «Ho sete di rivincita, alla Fiorentina ho sbagliato io». E sul Milan: «È stato l’apoteosi del nostro percorso»

L’ex allenatore rossonero torna a parlare dopo l’esonero dalla Fiorentina: dalle responsabilità per l’ultima esperienza in viola ai ricordi dello scudetto con il Milan, passando per la voglia di tornare in panchina e la scelta di rinunciare a un anno di contratto

Stefano Pioli ha ancora voglia di calcio e non ha alcuna intenzione di arrendersi. Dopo l’esonero dalla Fiorentina, arrivato circa un anno fa, l’ex tecnico del Milan è ancora senza squadra, ma guarda al futuro con determinazione e con il desiderio di rimettersi in gioco. A raccontarlo è lui stesso sulle pagine del Corriere dello Sport, dove ripercorre gli ultimi mesi della sua carriera, senza nascondere gli errori commessi a Firenze e tornando con emozione sull’esperienza vissuta in rossonero.

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Il messaggio è chiaro: Pioli si sente ancora pronto a guidare una squadra e non accetta le etichette che spesso accompagnano gli allenatori dopo un periodo negativo.

PAROLE – «Non sono affatto bollito. È vero che l’ultima esperienza è andata male, ma mi sento giovane dentro e ancora in grado di dare tanto. Certo, il calcio è così, i social assegnano etichette emotive. Bastano due vittorie e non sei più bollito».

Parole che raccontano la voglia di riscatto di un allenatore che vuole lasciarsi alle spalle la delusione dell’ultima avventura e trovare una nuova opportunità per dimostrare il proprio valore.

Pioli e i ricordi dello scudetto con il Milan: «È stata l’apoteosi del nostro percorso»

Tra i ricordi più importanti della carriera di Pioli c’è inevitabilmente lo scudetto conquistato con il Milan, un traguardo che ha segnato profondamente il suo percorso professionale e umano. L’allenatore conserva un legame speciale con quell’esperienza, soprattutto per i rapporti costruiti con i calciatori e con le persone che lo hanno accompagnato durante gli anni in rossonero.

SCUDETTO – «Cosa mi è rimasto dello scudetto del Milan? Tanto. È stato l’apoteosi del nostro percorso, mi ha lasciato soprattutto dei rapporti bellissimi con i giocatori. Li ho sentiti anche l’altro giorno, mi hanno fatto gli auguri per il compleanno. È stata un’esperienza veramente piena di emozioni, gratificazioni, ma anche di alti e bassi, quello di Milanello è un ambiente veramente particolare. Il sostegno di Ricky (Massara, nda) e Paolo è stato fondamentale».

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Un’esperienza fatta di soddisfazioni, difficoltà e momenti indimenticabili, che continua a rappresentare una delle pagine più significative della sua carriera. Il rapporto con i giocatori e il sostegno della dirigenza restano tra gli aspetti che Pioli ricorda con maggiore affetto.

L’esperienza alla Fiorentina e le responsabilità: «Le colpe sono state quasi esclusivamente mie»

Il capitolo più recente, invece, è quello che ha lasciato maggiore amarezza. Il ritorno alla Fiorentina era stato accompagnato da entusiasmo e aspettative importanti, ma il percorso si è concluso prima del previsto. Pioli non cerca giustificazioni e riconosce di aver commesso degli errori, assumendosi la responsabilità del rendimento della squadra.

FIORENTINA – «Non cerco alibi per l’ultima esperienza alla Fiorentina, le responsabilità sono state quasi esclusivamente mie. Quando le cose non vanno bene le colpe non possano essere tutte dell’allenatore, ma in questo caso me le prendo. Mi è dispiaciuto tantissimo perché ero tornato a Firenze con tanto entusiasmo e tanta fiducia, che forse mi hanno portato a sopravvalutare alcune situazioni. Umiltà persa dopo l’Arabia? Non è così, a Firenze sono ancora legato per le cose fatte da calciatore e per la prima esperienza da allenatore».

L’allenatore respinge dunque l’idea di aver perso umiltà dopo l’esperienza in Arabia Saudita e ribadisce il proprio legame con Firenze, una città che ha segnato diverse tappe della sua vita calcistica. L’entusiasmo del ritorno, secondo Pioli, potrebbe averlo portato a valutare in maniera troppo ottimistica alcune situazioni, senza riuscire a ottenere i risultati sperati.

L’esonero, la partita contro il Lecce e la rescissione del contratto

Pioli torna anche sul momento in cui è arrivata la separazione dalla Fiorentina, riconoscendo che, alla luce di quanto mostrato dalla squadra nell’ultima partita contro il Lecce, la decisione fosse comprensibile. Nessuna polemica, quindi, ma la consapevolezza di una stagione che non ha preso la direzione desiderata.

CONTRATTO – «Il mio esonero? Penso che sia stato giusto in quel momento nell’ultima partita col Lecce non mostrammo alcuna reazione. Io non ho mai dato colpe ad altri, ho sempre imparato più dalle situazioni negative che da quelle positive. A Firenze ho anche comunicato male incoraggiando troppe aspettative. Per quanto riguarda il mio contratto, la verità è che ho fatto una rescissione consensuale dopo l’esonero, perché si trattò di esonero, e rinunciai a un anno di contratto».

Un passaggio importante riguarda proprio l’aspetto economico della separazione: Pioli chiarisce di aver rinunciato a un anno di contratto attraverso una rescissione consensuale successiva all’esonero. Una scelta che accompagna il bilancio di un’esperienza deludente, dalla quale l’allenatore sostiene di aver tratto nuove lezioni.

Ora lo sguardo è rivolto al futuro. Pioli vuole tornare ad allenare e lasciarsi alle spalle le difficoltà dell’ultima stagione. La convinzione è quella di avere ancora molto da dare al calcio italiano: la voglia di rivincita c’è, e il prossimo capitolo della sua carriera resta tutto da scrivere.


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