Malagò si ricandida alla FIGC e avverte Galliani: «Ho sentito tredici presidenti di Serie A e tutti mi garantiscono il loro sostegno». Poi la verità su Maldini, Pirlo e Guardiola
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Malagò si ricandida alla FIGC e avverte Galliani: «Ho sentito tredici presidenti di Serie A e tutti mi garantiscono il loro sostegno». Poi la verità su Maldini, Pirlo e Guardiola

Giovanni Malagò conferma la candidatura alle elezioni FIGC del 14 dicembre e rivendica il sostegno della Serie A. Il commissario straordinario della Federcalcio ripercorre la scelta di Roberto Mancini

Giovanni Malagò non ha intenzione di farsi da parte e conferma la volontà di ricandidarsi alla presidenza della FIGC. In vista delle elezioni federali fissate per il 14 dicembre 2026, l’attuale commissario straordinario della Federcalcio ha affrontato i principali temi del calcio italiano in una lunga intervista concessa a La Repubblica.

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Dalla possibilità di una candidatura alternativa di Adriano Galliani al sostegno dei club di Serie A, passando per la scelta di Roberto Mancini come commissario tecnico della Nazionale e la discussa separazione da Paolo Maldini e Leonardo.

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Malagò ha ripercorso anche il caso Andrea Pirlo, spiegando i motivi che hanno portato all’interruzione delle trattative, e ha svelato alcuni retroscena sul possibile arrivo di Pep Guardiola sulla panchina azzurra.

Malagò conferma la candidatura alla FIGC: il messaggio a Galliani e ai club di Serie A

Uno dei temi principali dell’intervista riguarda le prossime elezioni federali. Il nome di Adriano Galliani è emerso come possibile alternativa a Malagò, ma l’attuale commissario non sembra particolarmente preoccupato.

L’obiettivo dichiarato è quello di ricostruire un fronte compatto all’interno del movimento calcistico italiano.

SULLA RICANDIDATURA E SULL’IPOTESI DI UN AVVERSARIO ALLE ELEZIONI – «Se mi immagino candidato unico? Non lo so. Però l’auspicio è che la mia candidatura continui a compattare, come è stato a giugno, un mondo che per anni ha vissuto di divisioni, anche molto forti».

Particolarmente significativo il passaggio relativo al sostegno dei presidenti della massima serie. A giugno Malagò aveva ottenuto il supporto di 19 società su 20 e spera di ripartire da una maggioranza altrettanto ampia.

SUL SOSTEGNO DEI PRESIDENTI DI SERIE A – «Sarebbe bello ripartire da quel numero. Sto chiamando tutti i presidenti uno per uno, ne ho sentiti già tredici e tutti mi garantiscono il loro sostegno».

Malagò e il commissariamento della FIGC: «Un modo di uscire da un tunnel»

L’ex presidente del CONI è tornato anche sui fatti che hanno portato al commissariamento della Federcalcio dopo appena cento giorni dalla sua elezione.

Una vicenda complessa, che Malagò considera una soluzione necessaria per evitare ulteriori divisioni istituzionali.

SUI MOTIVI DEL COMMISSARIAMENTO – «Per alcuni è stata la soluzione migliore, per altri la meno peggio, per qualcuno un compromesso all’italiana. Per me, un modo di uscire da un tunnel. Ho accettato per evitare una spaccatura totale nel Coni. Fossimo andati al voto in Giunta, pur ritenendo che avrei avuto un certo vantaggio, non ci sarebbero stati vincitori né vinti».

Il dirigente ha inoltre respinto l’idea di essere stato abbandonato dalla maggioranza che lo aveva sostenuto in occasione delle precedenti elezioni.

SULLE RESISTENZE ALL’INTERNO DELLA FEDERAZIONE – «No, mai. Né mi abbatto se ci sono rumors su questo, che sono anche magari corrispondenti alla verità. Prendo atto che ci siano delle resistenze, da parte di soggetti che hanno storie importanti alle spalle, ma con il dialogo si può creare persino condivisione».

Malagò ha anche confermato di aver risolto la questione relativa al tesseramento, necessaria per presentare la candidatura alle prossime elezioni.

SUL NUOVO TESSERAMENTO – «Sarò dirigente accompagnatore dell’Aniene in Serie D di calcio a 5. Mi dimetterò se sarò eletto».

Malagò, la scelta di Mancini per la Nazionale: il retroscena su Maldini

Ampio spazio anche alla Nazionale italiana, affidata a Roberto Mancini dopo un percorso di selezione particolarmente travagliato.

Il commissario straordinario ha commentato i primi segnali positivi arrivati dalla squadra, sottolineando come il progetto sia ancora nelle sue fasi iniziali.

SUL LAVORO DI ROBERTO MANCINI – «All’estero mi dicono che stiamo tornando, io rispondo che siamo solo all’inizio del viaggio. Mi fanno i complimenti per la scelta del ct».

Malagò ha poi chiarito un aspetto fondamentale: la sua preferenza iniziale era già orientata verso Mancini, ma aveva deciso di affidare a Paolo Maldini la responsabilità delle valutazioni sportive.

SULLA SCELTA DEL COMMISSARIO TECNICO – «Che io volessi Mancini dall’inizio non c’è ombra di dubbio e lo confermo anche qui. Credo di capire di calcio, ma il segnale che volevo dare era lasciare la responsabilità del Club Italia e occuparmi di organizzazione, gestione delle risorse, sponsor, canali diplomatici, temi istituzionali, politici. Ho pensato a un nome che mi desse garanzie e ho scelto Maldini, pensando che con lui si arrivasse alla stessa conclusione sul ct».

Malagò racconta la rottura con Maldini e Leonardo: cosa è successo alla FIGC

Un altro passaggio importante riguarda il rapporto con Maldini e Leonardo, protagonisti di un’esperienza particolarmente breve all’interno della Federazione.

Malagò ha spiegato perché aveva accettato di coinvolgere entrambi nel progetto della Nazionale.

SULLA SCELTA DI AFFIANCARE LEONARDO A MALDINI – «Lavorano da tempo insieme, hanno dei progetti noti, sono un ticket. Paolo avrebbe diviso il percorso con Leonardo anche sotto il profilo economico e non mi sono sentito di dirgli di no».

La separazione non avrebbe comunque cancellato completamente il rapporto personale tra i protagonisti della vicenda.

SUI RAPPORTI CON PAOLO MALDINI DOPO LA ROTTURA – «Ho sentito Maldini qualche giorno dopo la rottura, poi non più».

SULLA POSSIBILITÀ DI UN NUOVO INCONTRO – «Andrò a trovarlo a Milano, se avrà voglia, dopo il voto».

Malagò, il retroscena su Guardiola: i contatti per la panchina dell’Italia

Tra i nomi valutati per la guida tecnica della Nazionale c’era stato anche quello di Pep Guardiola, ex allenatore del Manchester City.

Il commissario ha precisato di non aver mai parlato personalmente con il tecnico spagnolo, confermando però l’esistenza di un incontro con Maldini e Leonardo.

SUI CONTATTI CON PEP GUARDIOLA – «Non io. Maldini e Leonardo sono rimasti da lui tutta una sera. Pep è stato onesto. Ha preso un sabbatico, per temi anche familiari, ma se avesse fatto qualcosa l’avrebbe fatto con noi».

Parole che confermano quanto l’ipotesi Guardiola fosse stata concretamente presa in considerazione dai responsabili del progetto azzurro, prima che la scelta ricadesse su Mancini.

Malagò, il caso Pirlo e la fine del progetto Maldini-Leonardo: la ricostruzione

La vicenda più delicata riguarda però Andrea Pirlo, individuato come possibile commissario tecnico nell’ambito delle valutazioni effettuate da Maldini e Leonardo.

A compromettere la candidatura dell’ex centrocampista sarebbe stato il suo contratto come ambasciatore di una società russa di scommesse.

SULLA CANDIDATURA DI ANDREA PIRLO E SUL CONTRATTO CON LA SOCIETÀ DI SCOMMESSE – «Maldini voleva un vincente del 2006, uno di quella generazione. Né io né lui sapevamo del contratto di Pirlo come ambasciatore di una società di scommesse russa. A quel punto ho detto: “fermiamoci qua”».

Una situazione che avrebbe rappresentato il punto di rottura definitivo tra Malagò e i due dirigenti.

SULLA FINE DEL RAPPORTO PROFESSIONALE CON MALDINI – «No, affatto. Però fino a quel momento ero stato leale con Maldini, anche se speravo lui convergesse sulla mia scelta. Arrivati a un certo punto non puoi che dire: grazie e arrivederci. Io sono fatalista».

Dalle dichiarazioni rilasciate a La Repubblica emerge dunque la volontà di Giovanni Malagò di proseguire il proprio percorso alla guida della FIGC, cercando di consolidare il sostegno delle società e superare le divisioni degli ultimi mesi.

Il prossimo appuntamento decisivo sarà quello del 14 dicembre, quando il calcio italiano sarà chiamato a scegliere il nuovo presidente federale. Nel frattempo, Malagò continuerà i confronti con i club di Serie A, mentre resta da capire se la possibile candidatura di Adriano Galliani si trasformerà in una vera alternativa elettorale.

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