2013
36^ giornata, l?analisi: Napoli da sballo, Inter e Roma senza personalità, Palermo e Siena nei guai
Il terzultimo turno di campionato lascia eredità pesanti: il Napoli espugna il Dall’Ara e centra la matematica qualificazione ai gironi della prossima Champions League, il Milan passeggia a Pescara e mantiene la distanza di sicurezza da una Fiorentina che vince a Siena ed inguaia la squadra di Iachini. Con un piede in B anche il Palermo, ecco nel dettaglio quanto accaduto nella trentaseiesima giornata di Serie A.
JUVE ANCHE CON LE RISERVE, NAPOLI SHOW – La squadra di Conte passa anche all’Atleti Azzurri d’Italia con una formazione titolare imbottita di alternative: ennesimo esempio della forza del lavoro svolto dal tecnico pugliese nei due anni della sua gestione. Segna Matri, poco male per un’Atalanta che ottiene la salvezza grazie allo stop interno del Palermo. E’ il Napoli dei record: 75 punti a due gare dal termine del campionato, attualmente miglior attacco del torneo con 70 reti all’attivo, la vittoria esterna contro la bestia nera Bologna e l’incubo Pioli regala la certificata partecipazione alla prossima Champions League. Seconda piazza oltremodo meritata per una squadra che si è inchinata soltanto ad una super Juventus ma, guardando ai numeri, ha condotto un campionato da leader assoluta: il prossimo passo sarà quello di gestire adeguatamente il doppio impegno.
IL MILAN TIENE A BADA LA FIORENTINA, SIENA A UN PASSO DALLA B – Vince la squadra di Montella in quel di Siena e tenta fino all’ultimo di insidiare il terzo posto occupato dal Milan: ancora un assist di un eccellente Pasqual, ancora un gol di Gonzalo Rodriguez che rappresenta il difensore più prolifico dei principali campionati europei. Il Siena è nei guai: basta un punto al Genoa per mandare i toscani in B, la rincorsa contro la pesante penalizzazione iniziale – dopo una fase in cui è sembrato potesse trovare esito positivo – si infrange contro il muro della realtà. La squadra di Allegri mantiene quattro lunghezze di vantaggio sulla Fiorentina passando agevolmente sul campo di un Pescara imbarazzante: è ancora Balotelli a trascinare i rossoneri – undici reti in altrettante gare, impatto devastante sulla Serie A – ma a brillare è anche Mathieu Flamini, quattro reti nelle ultime cinque partite ed ora pedina da trattenere a tutti i costi per la prossima stagione.
VITTORIE ESTERNE PER UDINESE E LAZIO, ROMA INGUARDABILE – Sesta vittoria consecutiva per la banda Guidolin, come non riconoscere i meriti di un tecnico che non è secondo a nessuno nella valorizzazione dell’organico: si esalta Muriel, friulani ad un passo dalla quarta qualificazione europea consecutiva. Palermo nei guai: l’ultima spiaggia si tramuta in una sconfitta interna che ha l’amaro sapore di una retrocessione oramai inevitabile. Passa la Lazio al San Siro contro un’Inter in caduta libera: gli uomini di Petkovic hanno ritrovato solidità e soprattutto capacità di trovare la via del gol, per i nerazzurri – all’ottavo posto della classifica, mai così in basso nella recente storia – è una vera e propria agonia. La Roma non c’è: mancano carattere, personalità e identità. Impossibile, nella fase decisiva della stagione, ottenere un solo punto dagli impegni casalinghi contro Pescara e Chievo. La società sa ora di non poter sbagliare nulla, soprattutto la scelta dell’uomo da cui ripartire: i clivensi ringraziano e si portano a quota 43 grazie alla rete di Thereau allo scadere.
SAMP SALVA, PREVEDIBILE PAREGGIO TRA TORO E GENOA – Sampdoria e Catania non vanno oltre uno scialbo pareggio ma il punto basta ai blucerchiati per ottenere una salvezza comunque meritata: il Catania, complice un deciso calo negli ultimi due mesi, rimanda alla prossima stagione i sogni di grandezza. Tra Torino e Genoa mancano i tiri nello specchio della porta: storia di un pareggio che muove la classifica di entrambe, ora decisamente più vicine ad un obiettivo fino a ieri non così scontato. Programma concluso dalla vittoria del Parma a Trieste su un Cagliari ancora lontano dal suo stadio: fattore che premia la determinazione con cui i sardi hanno raggiunto con deciso anticipo la salvezza, il Parma paga la discontinuità di una stagione in cui avrebbe potuto raccogliere qualcosa in più degli ottimi 46 punti all’attivo.