2013
Pescara, strano destino: Marassi dà, Marassi toglie ed è retrocessione
Si era guadagnato la massima serie a suon di record, con i quali quest’anno però la saluta: il Pescara, dopo appena una stagione, retrocede nella serie cadetta con un tonfo che stride con il miracolo realizzato 12 mesi prima. La gioia della promozione è arrivata a Marassi contro la Sampdoria, la delusione per la retrocessione nello stesso stadio contro il Genoa: «Un anno fa in questo stadio abbiamo festeggiato la promozione, un anno dopo abbiamo lasciato la serie A, potete immaginare i sentimenti che mi passano nella mente», ha dichiarato il patron biancazzurro Daniele Sebastiani al termine della partita.
Un gol di Floro Flores, una doppietta di Borriello e la rete di Bertolacci nell’ultimo match hanno portato a 74 il bottino dei gol incassati dalla squadra abruzzese in questa stagione. Un tonfo che riporta il tempo indietro fino alla stagione 1997/98, con il Napoli che chiuse il campionato con due reti in più subite. Trattasi di un fallimento così netto, che è facile individuarne motivi e responsabili.
Si può partire dalla cessione di Marco Verratti al Paris St Germain per 12 milioni di euro, che sono stati reinvestiti in parte e male sul mercato, fatta eccezione per Juan Fernando Quintero, che d’altro canto si è rivelato troppo fragile a livello fisico, così come è discutibile la scelta di realizzare una campagna acquisti di giovani giocatori per la maggior parte stranieri, che hanno avuto difficoltà di integrazione nel campionato italiano, senza dimenticare poi quei pochi calciatori esperti, apparsi poco affamati.
Una stagione fallimentare, ma la retrocessione matematica per il Pescara non è una novità: nella stagione 1977-78, ad esempio, è arrivata con tre partite di anticipo, in quella 1979-80 con quattro, invece nel campionato del 1988-89 all’ultima giornata, salvo superarsi poi nel 1992-93 con la retrocessione matematica con cinque partite di anticipo.