2013
Torino, Cerci: «Derby per la svolta, il mio futuro…»
TORINO CERCI JUVENTUS – Intervistato dai colleghi di Tuttosport, Alessio Cerci ha fatto capire quanto potrebbe essere importante il derby della Mole, in programma domani all’Olimpico contro la Juventus. L’ala destra del Torino, una delle rivelazioni di questa stagione, ha fatto capire di sentirsi molto legato alla formazione granata, tanto da non aver ancora deciso cosa fare in futuro, con tante squadre che vorrebbero acquistarlo in estate: «Siamo pronti per affrontare questo tipo di partite, soprattutto avendo imparato dagli errori precedenti. La sfida contro la Fiorentina? Sicuramente ci siamo fatti un esame di coscienza. Un primo tempo così brutto penso non si sia mai visto nel Toro di quest’anno. Abbiamo riguardato le immagini, abbiamo compreso dove dobbiamo migliorare e in cosa serve più attenzione. Ripartiamo piuttosto dal secondo tempo, quando abbiamo tirato fuori personalità. E qualità. Il derby? Questa grande sfida casca proprio a pennello. Perché se è importante per la Juve, questa partita è ancora più importante per il Toro. In alcune gare, come contro il Cagliari, con la Fiorentina, con il Napoli, abbiamo buttato via un po’ ingenuamente dei punti, ma adesso serve solo guardare avanti. Siamo concentratissimi. Potremmo entrare nella storia, ma dobbiamo guardare la realtà: per battere la Juventus non basta una partita normale. Dobbiamo affrontarla come se si trattasse della partita della vita, con il sangue agli occhi: non uso mai queste immagini, non è da me, però stavolta ci vuole. Dobbiamo tirare fuori quel qualcosa in più. Quale giocatore toglierei alla Juventus? E’ difficile rispondere, perché ogni singolo elemento della Juventus ha un’importanza notevole nel sistema. Sarebbe scontato dire Pirlo o Buffon, allora scelgo Vidal: mi ha impressionato molto, sotto il profilo fisico e non solo, ha una straordinaria capacità di inserimento. E’ un centrocampista completo, uno dei migliori in circolazione. Il mio futuro? Sono io a decidere il mio futuro, ma certamente non da solo. In questo momento sono concentrato su cinque partite da giocare, una salvezza ancora da raggiungere: sono focalizzato esclusivamente sul bene del Torino e non potrei pensare ad altro. Poi è evidente che il mio cartellino è a metà tra granata e Fiorentina, a fine stagione si deciderà il da farsi. Io sono legatissimo al Torino e alla città di Torino perché mi sono immediatamente sentito un giocatore importante. E io per rendere al top ho bisogno di sentirmi così. E poi se ho raggiunto la Nazionale lo devo al Toro.»