Fiorentina, Macia: «Non ci sveneremo, ma Osvaldo?» - Calcio News 24
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2013

Fiorentina, Macia: «Non ci sveneremo, ma Osvaldo?»

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CALCIOMERCATO FIORENTINA MACIA – Uno degli strateghi della Fiorentina è Eduardo Macia, che ha lavorato alla campagna acquisti che ha rifatto il “look” alla squadra e l’ha riportata in alto in classifica. Il “talent scout” viola, intervistato dal Corriere dello Sport, ha parlato delle ambizioni del club di Firenze sia in campo che sul mercato, raccontando anche la sua carriera: «Gli uomini con le idee fanno la differenza? Soprattutto gli uomini con immaginazione. Serve conoscenza dell’universo del pallone e convinzione in quello che si fa. Qualcuno, forse, ha dimenticato che alcuni dei protagonisti di questa nostra stagione, un anno fa, sul campo sono retrocessi. Penso a Cuadrado, Borja Valero, Gonzalo Rodriguez e anche Giuseppe Rossi. Bisogna guardare il background, e poi si deve studiare bene la sua personalità. Da giocatore mi piaceva tantissimo Lothar Mattahus. Ho sempre ammirato Antonio Maceda, capitano della Nazionale spagnola, con cui ho anche un lontano legame familiare e Ricardo Arias, difensore del Valencia dalla fine degli anni ‘70, elegantissimo nei movimenti. Ma la mia carriera da giocatore a causa di un infortunio è durata pochissimo. Ho così cominciato prima come allenatore di una squadra affiliata al Valencia, poi ho lavorato con la Under 15 della mia società. Quindi Aragones e Valdano ebbero il coraggio di scommettere su di me mandandomi in giro ad osservare partite nel mondo. Claudio Lopez è stato il primo colpo. Lo presi a parametro zero dal Racing Club, in Argentina. Liverpool? Sentivo il bisogno di cambiare, di cercare nuovi stimoli. Non potevo non sfruttare l’occasione. Cosa mi è rimasto? La soddisfazione per essere andati vicini a conquistare la Premier nonostante il budget limitato. I colpi a cui sono affezionato? Fernando Torres, Mascherano, Benayoun, Aquilani, Meireles. Dopo Liverpool mi presi due mesi sabbatici. Volevo ripartire da una società puntasse a palcoscenici europei».

A proposito di Torres e di eventuali mosse della Fiorentina per la prossima campagna acquisti, il direttore tecnico della squadra viola ha spiegato: «Torres è un simbolo. E’ il giocatore per eccellenza, in area è un killer. Con Gerrard costruirono una macchina da gol diabolica. Noi abbiamo idee diverse. Fermo restando che Fernando resta un vincitore. I nostri giocatori sono tutti anelli di una catena, conta il collettivo non il singolo. Prendete Ibrahimovic: al Milan ha fatto benissimo, al Barcellona era uno dei più forti ma mal si inseriva nel gruppo. Se qui, paradossalmente, spendessimo tutti i nostri soldi per Messi, senza un’ossatura importante, rischieremmo la retrocessione. Poi sono arrivati gli uomini di personalità, da Lupatelli a Migliaccio fino a Toni. Quanto è difficile migliorare? E’ difficilissimo, anche perché la squadra, l’allenatore, la città, adesso, sono tutti più ambiziosi. Io però negli ultimi undici anni sono sempre andato in Champions. Aubameyang? Ci piace perché porterebbe logica al reparto offensivo. Osvaldo? Si adatterebbe bene al gioco della Fiorentina. Clasie? Ha un’idea di calcio propositivo».