2013
Bayern, numeri mostruosi. Il delirio di onnipotenza del Barca
Il clamoroso 4-0 dell’Allianz Arena non lascia spazio a dubbi: i tedeschi consolidano la leadership internazionale dopo le due finali negli ultimi tre anni centrando con ogni probabilità la sua terza chance dopo le due cocenti delusioni di Madrid e Monaco. Crolla il Barcellona sotto i colpi del Bayern Monaco, subendo un passivo le cui ragioni sono da rintracciare in un terreno d’analisi di cui in seguito si delineeranno le coordinate.
BAYERN MONACO, UNA STAGIONE SENZA LIMITI – Partiamo dalla Bundesliga, dove i numeri della squadra di Jupp Heynckes risultano devastanti: 81 punti in 30 giornate, con la media pazzesca di 2.7 punti a partita e ben venti lunghezze di distacco dalla prima inseguitrice Borussia Dortmund. Ottantanove le reti realizzate contro un passivo di soli quattordici gol, per la strepitosa differenza reti di +67. Assolutamente pazzesco il rendimento esterno: il Bayern Monaco ha subito tre sole reti in trasferta, vincendo ben 14 partite delle 15 disputate e pareggiando la restante. Un predominio totale raramente riscontrato con questa portata nella storia recente dei campionati di primo piano nel panorama europeo. Superfavorito in Coppa di Germania nella finale di Berlino che giocherà contro lo Stoccarda, la macchina perfetta di Heynckes non è stata da meno in Champions League, dove ha vinto il Gruppo F della fase a gironi e superato poi due avversari temibili quali Arsenal e Juventus rispettivamente negli ottavi e quarti di finale, manifestando soprattutto in questi ultimi una superiorità imbarazzante contro una squadra tanto accreditata quale quella guidata da Antonio Conte, dominando sfida d’andata e ritorno azzerando l’attivo di una Juventus che ha sempre trovato con facilità la via del gol anche nella stessa Champions League con avversari assolutamente temibili.
BARCELLONA, CHE ERRORE CON L’ALLENATORE – Il quadriennio targato Pep Guardiola è risultato straordinario sotto ogni profilo, a partite dalla qualità di gioco espressa fino agli eccellenti risultati sotto gli occhi di tutti, tre titoli nazionali, due Champions League, due coppe di Spagna, tre Supercoppe di Spagna, due Supercoppe europee e due titoli intercontinentali. E’ assolutamente inopinabile che nell’estate del 2008 la scelta della proprietà blaugrana ricadde su un tecnico dall’esperienza praticamente nulla, ma è altrettanto vero che il miracolo non possa ripetersi ad ogni tentativo: dopo anni di successi ma in una fase che già aveva dimostrato nella battute finali della scorsa stagione la necessità di trovare concrete soluzioni alternative all’oramai celebre Tiqui-Taka, si è scelto ancora seguendo la soluzione-Guardiola. Ossia affidando le chiavi del Barcellona ad un tecnico inesperto quale Tito Vilanova – vice dello stesso Guardiola nel suo quadriennio – pensando che bastasse a garantire la continuità di successi: se è accaduto nella Liga, dove onestamente il livello medio del torneo sembra essere piuttosto basso, la storia non si è ripetuta nella massima competizione europea, dove gli spagnoli sono stati sconfitti dal peggior Milan della recente storia salvo poi essere graziati dal fenomeno Messi. L’inconsistenza mostrata ieri all’Allianz Arena è la conferma di una complessa situazione ulteriormente peggiorata poi dalle condizioni di salute dello sfortunato Tito che hanno aperto di fatto ad una situazione praticamente di autogestione.
IL FUTURO – Nell’immediato il Bayern Monaco, che ha già vinto con netto anticipo la Bundesliga, disputerà salvo clamorosi epiloghi la terza finale di Champions League negli ultimi quattro anni con l’auspicio di non fallire l’ennesimo tentativo. Vincere o perdere alla fine è qualcosa spesso legato a minimi dettagli, ma la capacità di reagire da parte dei tedeschi dopo aver perso una finale tra le mura amiche è incredibile segnale di carattere e personalità. Una garanzia, in corsa per il triplete considerando la finale di Coppa di Germania. Nel prossimo futuro, giochi del destino, proprio Pep Guardiola per proseguire sul già intrapreso cammino vincente. Il Barcellona si consola con la Liga e con ogni probabilità cercherà nel breve una guida forte che dia continuità di successo ad un ciclo tutt’altro che finito considerando l’età media di un gruppo dall’eccezionale esperienza e valore tecnico.