2013
Josip lo spilungone si riprende Palermo. E quella fascia…
Era l’estate del 2010, esattamente il 26 di agosto, quando il Palermo di Delio Rossi era costretto a giocarsi uno spareggio per accedere alla fase a gironi sul campo dell’apparentemente modesto Maribor, esponente principale del movimento calcistico sloveno. Trasferta decisamente corta e sulla carta abbordabile, specialmente dopo il 3-0 ottenuto al ‘Barbera’ sette giorni prima, e invece accade quello che forse nessuno si aspettava: rosanero sotto di due gol dopo un’ora di gioco e costretti a svegliarsi per evitare una clamorosa quanto precoce eliminazione dalla coppa. Ci pensò Hernandez, con una bella doppietta, a rimettere tutto al proprio posto, ma in quella serata emerse, purissimo, il talento di un giovane esterno di centrocampo, che ben presto si sarebbe reso protagonista giocando qualche metro più avanti.
Il suo nome è Josip Ilicic, che all’epoca dei fatti vantava appena 22 anni e tanta voglia di dimostrare il proprio valore, tanto che il Palermo, sulla spinta del presidente Zamparini, decise di investire circa due milioni di euro per portarlo in Italia, in tandem con il connazionale e compagno di reparto (seppur con mansioni decisamente più difensive) Armin Bacinovic. Un’operazione che ai nostalgici avrebbe potuto ricordare quella che, nell’estate del 1993, portò all’Inter i due olandesi Bergkamp (fantasista come Ilicic) e Jonk (mediano come Bacinovic), anche se, alla lunga, gli effetti saranno decisamente opposti rispetto a quanto visto nella Milano di fede nerazzurra. Ilicic, infatti, mostrerà subito le sue qualità quando, un po’ a sorpresa, Rossi decide di schierarlo dal primo minuto nella delicata sfida casalinga contro l’Inter: il numero 72, scelto come rovescio del 27 portato sulle spalle dal suo gemello Pastore, sfodera un primo straordinario, incorniciato dal gol che sblocca il punteggio, prima che sul green del ‘Barbera’ di abbattesse la furia di Samuel Eto’o, autore della doppietta decisiva in favore dei campioni d’Italia in carica.
Seguiranno poi le saette che rischiano di abbattere le porte della Fiorentina prima e del Bologna poi, la chirurgica soluzione di destro sul campo della Juventus e altre grandi domeniche, in cui il popolo di fede palermitana sogna un remake della stagione appena trascorsa, con la qualificazione in Champions League sfumata solo alla penultima giornata. Non accadrà niente di tutto questo, ma Ilicic sarà comunque protagonista della fantastica cavalcata che porterà i rosanero fino alla finale di Coppa Italia, persa, neanche a dirlo, contro l’Inter trascinata dal solito Eto’o, autore di un’altra doppietta decisiva. La stagione sarà comunque ricordata in positivo, perchè, oltre ai risultati sul campo, la dirigenza ha trovato nello sloveno il giusto erede di un Pastore, ormai troppo forte e troppo corteggiato per essere trattenuto con la forza. Ora, esattamente a due anni e mezzo di distanza dal suo arrivo in Sicilia, Josip Ilicic sembra aver ripreso il discorso interrotto in quella stagione, a causa di un rendimento troppo discontinuo e quindi oggetto di discussioni in casa palermitana: quattro gol in altrettante partite, che hanno contribuito all’ottenimento di ben otto punti e alla ripresa di quel sogno, che porterebbe a una salvezza quasi impensabile fino a un mese fa.
Già, un mese fa, quando il pubblico di fede rosanero si era apertamente schierato contro la propria squadra, in particolare lo stesso Ilicic, per il quale persino la parentela stretta non fu risparmiata da offese da parte degli ultras. Poi torna mister Sannino, Zamparini promette il raddoppiamento del premio salvezza (lasciateci essere maligni, per carità) et voilà, la squadra torna a volare e lo sloveno torna a trascinare, con le suddette quattro reti in altrettanti match e con delle prestazioni sempre sopra le righe.
E con un incentivo in più: quella fascia da capitano, indossata nelle gare o negli spezzoni in cui Miccoli non era in campo, in particolare nel derby agganciato ieri nel recupero proprio grazie a una sua zampata a recupero ormai scaduto, e che potrebbe far capire che, in caso di permanenza nella massima serie, Ilicic potrebbe essere l’elemento di spicco della rosa del Palermo che verrà. Un segnale di attaccamento ritrovato, quasi di amore, da parte di quello spilungone, che nell’estate di tre anni fa provò a sbarcare in Italia per conquistare il calcio mondiale.