2013
Palacio show, numeri da campione! Tegola Inter
L’anima dell’Inter 2012-13 ha una precisa identità e risponde al nome di Rodrigo Palacio. In una stagione notevolmente condizionata da due infortuni che hanno compromesso la continuità di rendimento – in avvio ed al termine dell’attuale annata – l’attaccante argentino ha realizzato 22 reti in 38 gare, con la strepitosa media di 0.58 gol a partita. Numeri vantabili soltanto dagli attaccanti d’elite del nostro torneo.
INDISPENSABILE IN CAMPIONATO, DEVASTANTE IN COPPA – Statistiche ancor più rilevanti considerando che l’ex attaccante del Genoa – nelle sue 38 presenze ufficiali in maglia nerazzurra – non sempre è sceso in campo dal primo minuto; risultando, peraltro, decisivo anche a partita in corso, vedi soprattutto l’exploit di Catania quando entrò in campo sul 2-0 per i siciliani e capovolse l’esito della sfida con due gol e un assist. Dodici le reti in venticinque partite di campionato – praticamente un gol ogni due gare – per il primato personale di miglior marcatore nerazzurro in Serie A, straripante il suo rendimento nelle Coppe: due gol nelle tre sfide di Coppa Italia e addirittura otto nelle dieci di Europa League. Numeri di un vero e proprio trascinatore che con ogni probabilità è arrivato tardi in una squadra di elevato calibro: Palacio ha dimostrato di poter fare la differenza ad alti livelli e non soffrire affatto il peso maggiore della responsabilità di giocare in una squadra di caratura maggiore.
PRIMA O SECONDA PUNTA, TECNICA E FIUTO DEL GOL – Ruolo naturale seconda punta, è quello grazie al quale può sfruttare a pieno tutte le sue potenzialità: velocità e progressione, tecnica di base e ricerca degli spazi necessari ad un giocatore con le sue caratteristiche. Rodrigo Palacio è un attaccante in grado di svariare sull’intero fronte offensivo per creare superiorità numerica o in prima persona azioni da gol, partendo sia dalla distanza che limitando il suo raggio d’azione: l’assenza di Milito infatti ha stravolto i piani di Stramaccioni – ossia l’impiego del Principe come terminale offensivo, supportato a turno (o insieme) da Cassano e Palacio stesso – costringendo il Trenza ad adattarsi nel ruolo di prima punta e riferimento d’attacco per la manovra offensiva nerazzurra. Apparentemente condizionato, l’ex attaccante di Boca Juniors e Genoa ha tratto il massimo dal suo nuovo ruolo, collocandosi spesso sulla linea del fuorigioco per esaltare il suo fiuto del gol senza comunque garantire punti di riferimento alla retroguardia avversaria.
STOP ALLA RIMONTA NERAZZURRA – Lesione mio – tendinea di secondo grado al bicipite femorale destro all’ultimo scatto del suo personale show in Sampdoria – Inter, recupero delle decima giornata di ritorno: è proprio in occasione del secondo gol – 0-2 al 95° minuto e dunque ininfluente in termini di risultato – che Palacio si è procurato un infortunio che probabilmente lo terrà lontano dai campi per circa venti giorni. La conseguenza è l’evidente compromissione della rincorsa Champions per un’Inter ora a sette punti dalla terza piazza occupata dai cugini rossoneri: la squadra di Stramaccioni ha fondato il suo ultimo tentativo di rimonta proprio sulla straordinaria vena realizzativa di un Palacio sempre più leader dello spogliatoio. L’assenza è un ostacolo difficilmente superabile alla luce del concomitante stop di Milito: restano a disposizione Cassano e Rocchi, il primo più prolifico in fase di assist che in termini di realizzazione ed il secondo apparso piuttosto lontano dai ritmi partita. A meno di un recupero record, ora difficilmente ipotizzabile.